Bitter Sweet Symphony

settembre 25, 2009

Libera uscita

Filed under: Degenerazioni romantiche, IwillSurvive — kaidoc @ 21:08

Dopo mesi di week end lavorativi, finalmente inizia la pacchia invernale, che per certi versi l’inverno e’ la mia estate.

Domani, ammesso che non si presentino inconvenienti, lo dico perchè mi aspetto sempre qualche inconveniente, dicevo domani si salta sul treno per Milano. Io, due colleghe simpatiche, e qualche ora in zona Duomo. Scopo principale visitare la mostra, ormai in chiusura, che offre i quadri di Monet dipinti durante il suo periodo a Giverny, soggetto le ninfee che lui stesso coltivava nel suo giardino.

Sia chiaro, io di arte, come di numerose altre cose, non capisco una santissima mazza, però Monet insieme a Van Gogh è sempre stato uno dei miei pittori preferiti quindi si va e vediamo che bottino porteremo a casa, che il gadget di fine mostra è d’obbligo.

Seguirà, qualora le figure di merda siano di un certo livello, post riassuntivo della giornata.

Ora vado a preparare lo zaino, che io sull’uso dello zaino in certe occasioni ho una mia teoria ben specifica. Teoria per cui tutti ovviamente mi “scherzano”.

aprile 22, 2009

Avanti a piccoli passi…ma pur sempre avanti.

Non mi sono dimenticata, certo che no. Ogni tanto mi soffermo e mi dico nella testa,  con voce decisa “ricordati i propositi per quest’anno”, vabbè poi ovviamente la voce va via e io continuo imperterrita con i cavoli miei.

Però questa sera sono tornata indietro a rileggere il post in questione e per essere aprile sono mediamente soddisfatta.

Al primo posto trovavamo un forte proposito a combattere la pigrizia sotto ogni forma e parrà strano ma ci sto riuscendo. Vado in giro meno arruffata e con un certo contegno, pur avendo sgarrato in alcuni momenti, in altri ho mantenuto fede al proposito dieta, e proprio in queste settimane sto cercando di essere ancora più forte, inoltre sono esattamente sei giorni e dico SEI che ogni sera al  ritorno dal lavoro inforco la bici e via a pedalare tra rettilinei salite e discese. Inizialmente, confesso, ho avuto delle visioni mistiche e la certezza che mi stesse per venire un colpo, ora invece ho allungato il mio percorso e i tratti più impervi li affronto con maggior sicurezza.

Il secondo punto era la ricerca di un nuovo lavoro…e qui siamo un pò a rilento.

Seguiva cura interiore, intesa come cervello.  Il mio contest procede, magari non velocissimo,  ma comunque costante. Le due mostre in programma le ho viste ed erano notevoli. Ora sono in attesa di vedere quali eventi ci propone l’estate. Intanto nel breve periodo mi tenta molto la fiera del libro di Torino, ma è ancora tutto da organizzare.

E finiamo con uno dei momenti più duri, la promessa di socializzare maggiormente. Non ho abolito totalmente mp3 e auricolari, non mi sono nemmeno mai sognata di farlo, ma li ho sicuramente diminuiti. Avevo detto basta prendere stradine secondarie per non incontrare gente e così è stato! L’attività fisica in bicicletta mi consente anche di salutare ogni sera gente diversa, al lavoro sono nettamente più socievole e sebbene a volte sui treni quotidiani io incontri gente che andrebbe sterminata e per le stronzate che dice e per il tono di voce con cui vengono dette, ma io  continuo con le mie letture e i miei pisolini. Da questo punto di vista potrei sentirmi più soddisfatta solo se riuscissi a dire anche solo un semplice ciao ad una persona in particolare, ma per ora finisce sempre che ovunque ci incontriamo ci ritroviamo entrambi a fissare le punte delle nostre scarpe. E che cazzo!

aprile 6, 2009

Spring Sucks!

Da ieri affronto il nemico con armi degne di Gandalf.

Appena sveglia trangugio una di quelle robe da stregoni tanto amate da voi hippie, una fiala diluita in acqua contenente un intruglio di erbe varie. Sicuramente ginseng e pappa reale…e poi la maga magò dell’erboristeria ha elencato una serie di cose che non ho capito, ma ha tenuto a specificare che una di queste cose proveniva dalla Russia, sicuramente un qualche cazzo di muschio che cresce rigoglioso sulla salma di Lenin, e suppongo sia per questo che ho pagato ben 20 euro per  l’intruglio di cui sopra, che credo sia molto simile al contenuto dello stomaco di una capra.

Certo devo ammettere che ha fatto effetto, sia ieri che oggi in seguito alla sua assunzione sono diventata pimpante, propositiva, allegra piena di voglia di fare e sveglia soprattutto sveglia, finalmente! Certo all’inizio, scettica, pensavo fosse solo un fattore psicologico, poi ho avuto la conferma che funziona sul serio: ti da un’autonomia di circa 15 ore,  poi inizi a sentire un fischio lontano che si avvicina sempre  piu’, allo scoccare delle 22:30 ti cade addosso un’incudine e rimani spiaggiata nel tuo letto come Will Coyote in un crepaccio, almeno fino al mattino dopo.

marzo 17, 2009

Progettando il futuro

Filed under: Degenerazioni romantiche, IwillSurvive — kaidoc @ 18:24

AmicoFancazzista: Se mi sposo vieni al mio matrimonio o fai la solita no global alternativa?

Kaidoc: Ma figurati, a parte che io non sono no global, e poi se mi inviti vengo di sicuro al tuo matrimonio!!! Quando hai intenzione di sposarti?

AF: Appena avrò raggiunto l’età della ragione…

K: …fissarti una scadenza meno impegnativa e più realizzabile, no?!

marzo 14, 2009

Dear Robert

Filed under: ComeEravamo, Degenerazioni romantiche, LiBook — kaidoc @ 19:25

Caro Rob, finalmente, dopo tanto tempo trovo un momento e l’ispirazione per scrivere un parere sulla tua storia.

Lessi di te per la prima volta nel lontano 2002 e allora mi ritrovai a sottolineare a volte frasi a volte quasi pagine intere del “tuo” libro. Io  avevo 25 anni e tu 30 abbondanti; ricordo che mi divertiva quel gioco che avevate inventato, tu e i tuoi colleghi, ogni tanto vi mettevate a fare la classifica dei primi 5… di qualsiasi cosa, anche se la musica era il vostro interesse primario. Molto spesso lo facevo anch’io.

Mi ricordo che sentivo di avere molte cose in comune con te, e questo in un certo senso mi rassicurava. Anch’io come te per rilassarmi sistemavo i miei cd, anch’io come te pensavo che  le persone come noi “…vivono protese verso un apice, dico noi che assorbiamo emozioni da mattina a sera, e di conseguenza non riusciamo mai a sentirci semplicemente contenti : noi dobbiamo essere o disperati, o al settimo cielo, e questi sono stati d’animo difficili da raggiungere in una relazione stabile.”

Ecco,  qualche mese fa ho riletto la tua storia, caro Rob, a quel punto le frasi sottolineate mi facevano sorridere mentre ad alcune tue considerazioni mi cadevano le braccia. E’ il 2009, io oggi ho poco più di trent’anni e anche tu, finalmente siamo diventati praticamente coetanei, ma qualcosa è cambiato in me o almeno lo spero. Perchè vedi io mi sento cambiata, ma è una mia sensazione e vivo quasi con terrore la possibilità di non essere cambiata affatto. Però credo di esserlo davvero, allora facevo il tifo per te, oggi invece penso che Laura abbia ragione. E’ assolutamente assurdo passare la tua vita a crogiolarti, pensando che se le cose non vanno oggi sia per  colpa di qualcosa che qualcuno ti ha fatto ieri. Smetti di pensare che le persone siano cambiate perchè hanno cambiato vestito, forse alla lunga sarà anche così, ma non si può restare uguali a se stessi per sempre, occorre crescere anche se questo comporta essere moderatamente tristi o moderatamente felici, anche se ci costringerà a prenderci cura degli altri facendo finta di non aver bisogno che qualcuno si prenda cura di noi.

Detto questo mi fa piacere aver letto di te allora, perchè ho quasi la certezza che riprendendo la tua storia tra qualche anno forse avrò cambiato ancora idea, forse ti capirò con meno risentimento, ma comunque continuerai ad essermi comunque sempatico. Almeno lo spero perchè altrimenti alla me di domani starà sulle palle la me di ieri. E non è bello.

febbraio 20, 2009

Diciotto anni?! E chi se li ricorda…

Filed under: ComeEravamo, Degenerazioni romantiche, IwillSurvive — kaidoc @ 00:06

Vengo chiamata “alle armi” e sebbene di solito io eviti le catene come la peste, non posso dire di no a chi riconosce la mia condizione di fiera misantropa.

Se ho capito bene il gioco consiste nell’elencare le canzoni dei miei 18 anni. Allora, prima di tutto scusate se m’è toccato fare il conto due volte per capire in che anno cadevano i fatidici, tanto attesi e volati anni in cui ponevo il passo verso la maggiore età. Essenso nata nel 1977 mi risulta, calcolatrice alla mano di aver compiuto i 18 esattamente nel 1995; non è che mi ricordi tantissimo, un pò perchè penso che la demenza senile ormai si stia impossessando di me, un pò perchè per partito preso io ultimamente vado accumulando informazioni su informazioni coprendo vecchi ricordi che al momento mi sembrano stantii; ho un pò questo terrore della zavorra non vorrei trovarmi a dire come molti ahhhquandoavevo6annicomestavobenesenzaresponsabilità. Io dico non avrai avuto responsabilità ma alla fine dovevi sempre rendere conto a qualcuno. Vabbè oltre a tutte queste mie seghe mentali c’è anche questa sensazione che mi porto dietro che gli anni ’90 sono stati il decennio più palloso della storia, con le crisi, tangentopoli, l’insicurezza e le stragi e tutti gli strascichi da italietta che vi possono venire in mente.

Detto ciò dopo lunga riflessione mi è venuto in mente grosso modo quale fosse la colonna sonora dei miei 18 anni:

Per niente anni ’90 ma se non erro datata 1986 era la doppia cassetta  Queen – Live at Wembley, me a preparò il mio vicino di banco e io a furia di ballare e cantare l’intero concerto in camera mia persi minimo due chili. Scoprivo Freddy Mercury in ritardo, era morto nel 1991, ma l’importante fu scoprirlo. Ascoltare oggi queste canzoni fa piacere, ma in alcuni momenti fa sorridere, iniziano ad avere un suono un pò datato.

Ricordo che a quei tempi si ascoltava anche Ligabue- Buon compleanno Elvis, che consacrò il cantante, ma lo fece anche arenare sugli accordi che continua ad usare tutt’ora.

Ricordo poi due singoli che mi piacevano da matti nel 95/96, il cantante era Bersani con spaccacuore, ma poco prima mi conquistò definitivamente con Freak. Quest’ultima la ascoltai in radio e ricordo che a scuola non facevo che cantarla, all’inizio mi guardavano come se fossi pazza, visto in testo un pò…frikkettone?! poi ogni tanto sentivo, oh me la canti quella che mi canti sempre?!

Infine, e l’ho tenuta per ultima solo perchè la ritengo tutt’ora una perla Madonna – Bedtime Stories ho ancora la custodia della cassetta, senza il nastro perchè il mio mangiacassette di allora prese sul serio il suo nome e me la mangiò letteralmente, piansi per una settimana. Ma forse fu un pò colpa mia continuavo a sentirla dall’inizio alla fine tutto il giorno. Bedtime Stories era l’anello di congiunzione tra i testi espliciti di  Erotica e il salto minimalista di Ray of Lght sebbene in mezzo Madonna decise di piazzarci una raccolta.

Non la passo, però se avete voglia di farla, ditemelo che sono curiosa di vedere come avete passato i 18.

dicembre 11, 2008

Lo confesso, in passato ho letto Liala!

Si va bene, diciamolo, in me c’è un fondo di romanticismo, inutile nascondersi dietro a frasi tipo “adoro Harry ti presento Sally per le battute” o “Frankie And Johnny mi piace perchè ha una bella fotografia”. Inutile negare che sono andata a letto alle due di notte per guardare tutte quattro le puntate di “North and South”.

In pratica: Lei, Margaret, è figlia di un pastore anglicano e vive in un villaggio a sud dell’Inghilterra, tipo quelli con casette, erba, chiesetta, alberelli e …due palle. Nonostante adori questo infern…ehm paradiso in terra  va con zia e cugina in quel di Londra, finchè cugina non trova uno in divisa che se la piglia. Quello in divisa ha un fratello, un tizio rigido quasi come Nicholas Cage, che propone a Margaret di sposarlo,  lei risponde picche, lui va via ancora più rigido, il trono di Niky Cage traballa!

Il pastore con moglie e figlia lascia il villaggio, la chiesa e la fede  e si trasferisce al North, a Milton un “ridente” borgo putrido, città industriale dove la gente fa tutto in mezzo alla strada. Ex pastore decide di insegnare e tra i suoi allievi c’è anche Mr. Thorton, giovane industriale belloccio e austero che ha creato la sua fabbrica da solo. Margaret, cresciuta tra alberelli, casette, fiorellini e api e …due palle, non approva i metodi giusti ma assai rigidi di  John Thorton e non si fa scrupoli a farglielo notare, lui le risponde per le rime,  intanto lei fa amicizia con la famiglia Higgins, padre e due figlie  tutti operai, lui grande sindacalista. Inizia lo sciopero e dopo alcune settimane gli operai attaccano la fabbrica e la casa di Thorton, dove c’è anche Margaret (non mi ricordo perchè), lei convince John a cercare il dialogo, ma quando vede gli operai pronti alla sassaiola interviene, vola un sasso delle dimensioni di un asteroide e la colpisce in testa, intanto la rivolta viene dispersa dall’intervento delle forze dell’ordine. Margaret torna a casa e John la raggiunge, convinto dalla propria madre a prendersi le sue responsabilità (a quanto pare la donzella intervenuta in suo aiuto era ormai compromessa (!?)). Lui va da lei, tra i due tensione sessuale da accendere una lampadina, lui le fa la proposta e lei…picche!

Intanto la moglie del pastore, depressa e con una di quelle malattie oscure da romanzo vittoriano, si sta spegnendo ma desidera rivedere il fratello di Margaret fuggito dopo un ammutinamento, lui rischia e arriva a Milton, madre perisce e lui scappa di nuovo, Margaret lo abbraccia in stazione al mezzanotte, ovviamente Thorton li vede, insegna luminosa con sirena sopra la testa della figlia del pastore con scritto “mignotta”.

Higgins padre torna al lavoro, la stordita sorella di John sposa un vecchio, Thorton cerca di dimenticare Margaret, mentre teme per il futuro della sua fabbrica eintanto piange sulle sottane di mamma ” a me non mi vorrà mai bene nessuno”, poi l’ex pastore muore…

Margaret si traferisce a Londra con zia e cugina e soldato marito di cugina etc, qualche mese dopo un amico di famiglia la riporta a visitare il sud, lei rivede le casette i praticelli  e …dice “che due palle, Milton e le battaglie operaie mi piacevano di più”, amico di famiglia decide di lasciare a lei tutti i suoi averi visto che presto morirà (forse Margaret porta un pò sfiga), lei è ricca e impara a gestire il suo danaro grazie al tipo rigido che spera sempre di sposarla. Intanto a Milton gli affari vanno male , John ha perso tutto per aver gestito la fabbrica pensando ai suoi principi, e ora tutti suoi possedimenti andranno  a Margaret che senza saperlo li ha ereditati da amico di famiglia. Lei torna nel borgo putrido, ma Thorton non c’è, e poi per caso si incontrano in stazione. In due secondi sale la tensione tra i due, che ci si potrebbe illuminare time square a capodanno, lei ” ti ho cercato per proporti un affare” lui ” sono stato nel tuo paesello due palle del sud e ti ho portato una rosa” lei “…affari” lui…occhia cuore lei occhi a cuore bacio!! Rigidone li vede e diventa ancora più rigido e torna Londra come un blocco di granito.

Fine.

Ora dovrò leggere il libro, che a quanto ne so non è neppure tradotto in italiano.

Collega: hai visto la miniserie che ti ho dato?

Kai: si, ho detto guardo la prima puntata, poi ho detto ma dai guardo anche dieci minuti della seconda. Poi alla fine della terza ho detto, dai guardo come inizia la quarta…

Collega; sei malata!

Kai: però a metà della quarta mi hanno buttato di nuovo fuori mille argomenti e io a dire “dai veloci quando si quaglia???”

Collega:…sei un mostro, insensibile

Tema: Silver is the New Black. Blog su WordPress.com.

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