Nella mente di J.J.

E’ probabile che Lost resterà la sua “creatura” migliore, ma per i fan del signor Abrams segnalo la nuovissima serie FRINGE. A metà tra Alias (altra famosa creazione di Abrams) e XFiles, questa nuova serie vede trai suoi interpreti una gelida e a tratti fastidiosa Anna Torv, ma soprattutto due attori per cui vale la pena vederla, Joshua Jackson e John Noble, nei panni Peter e Walter Bishop.

Olivia Dunham e John Scott, due agenti dell’FBI colleghi e  (segretamente) amanti, vengono improvvisamente richiamati per risolvere un caso particolarmente anomalo, il volo 627 è precipitato e al suo interno equipaggio e passeggeri sono ridotti una poltiglia e non per lo schianto; i loro tessuti sembrano essersi sciolti. Olivia presto si ritroverà sola a cercare di risolvere il caso, e prima di tutto a salvare la vita a John, per farlo ha bisogno di un uomo, il Dottor Walter Bishop rinchiuso in un manicomio da 17 anni, dopo l’esplosione del suo laboratorio e la morte di una sua assistente. Arrivare a Walter non è però così semplice occorre il consenso del suo tutore legale, il figlio Peter Bishop.

Visti gli ottimi risultati l’agente Dunham, Peter e Walter saranno messi al servizio di una squadra segreta dell’FBI, con loro a comporre Fringe troveremo il loro supervisore Philipp Broyles e Charlie Francis. Il gruppo avrà come compito la risoluzione di casi particolari, che fanno parte dello “schema”, spesso legati alle vecchie ricerche scientifiche “estreme” che il dottor Bishop portava avanti prima di finire in manicomio. Creature mostruose, virus sconosciuti, personaggi torbidi legati allo spionaggio e al terrorismo tecnologico saranno i veri protagonisti di ogni puntata, ma su tutto e su tutti si staglia ma Massive Dinamic, una grande industria privata che con i suoi prodotti tecnologicamente avanzati è riuscita a diventare anche fornitore del governo.

Fringe segue una trama intricata, in cui di volta in volta non si riesce a capire se i cattivi lo sono veramente o se sono  gli unici a voler salvare il mondo, ma pur mantenendo la suspense evita di cadere in argomenti fumosi come avveniva in Xfiles, tutto ha una sorta di spiegazione scientifica che di volta in volta il dottor Bishop, pur con svariati vuoti di memoria, cercherà di chiarire.

Anna Torv interpreta la solita agente dell’FBI, gelida, col  classico tormento interiore del patrigno cattivo, una sorella medriocre che le porta in casa limmancabile  nipotina con cui può sfogare l’istinto materno. L’unico momento in cui i suoi occhi esprimono qualcosa è quando osserva Mark Valley, nei panni del suo amante, ma visto che in quel caso non sta recitando non possiamo definirla ottima interprete.

I momenti più divertenti del telefilm sono lasciati alla coppia Joshua Jackson -John Noble, nei panni rispettivamente di Peter Bishop, il figlio e Walter Bishop ovviamente il padre. Mentre il primo riesce a fondere il rancore per un’infanzia passata senza l’affetto del genitore con una sorta di tenerezza verso l’uomo che ha di fronte oggi, Noble interpreta un personaggio dalla grande intelligenza, ma la cui chiarezza mentale è stata provata da 17 anni in manicomio; ne viene fuori un costante alternarsi di battibecchi e battute che rendono gradevoli anche le scene meno digeribili con cadaveri sezionati o larve giganti!

Dr.Bishop: (controllando un cadavere) ho due pensieri che mi passano per la mente…il primo, che questa condizione possa essere causata da una mutazione che ha portato questi lipidi a riconoscere e sigillare ogni singolo orifizio.    Gli avete controllato l’ano e il pene?

Peter Bishop: Crede che potremmo trovare la risposta a questa domanda senza che io sia presente?!
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