Gente che si indigna, per qualsiasi cosa

ATTENZIONE, QUESTO POST CONTIENE SPOILER!

Domenica è andata in onda la sesta puntata della nuova stagione di GOT, alcuni non l’avranno ancora vista eppure difficilmente, nei giorni scorsi, non saranno incappati in articoli, meme, battute, e sopratutto frasi indignate.

Dopo alcune puntate, mediamente soft, i creatori della serie ci hanno riportati all’antico stile della serie offrendoci una puntata in cui i  cattivi riescono ad avere  la meglio. A colpire il pubblico è stato però il finale di puntata.

Arriva il giorno del matrimonio di Sansa con l’erede dei Bolton, la ragazza viene portata da Theon/Reek al cospetto del suo futuro sposo, Roose Bolton officia la cerimonia e li dichiara marito e moglie. Subito dopo Ramsay accompagna la sua sposa in camera, e costringendo Theon a guardare, strappa i vestiti alla propria moglie e la deflora con violenza. In pratica la stupra, sebbene lo spettatore non veda nulla se non il viso rigato di lacrime di Sansa e il volto distrutto dal dolore di Theon.

Da questo discorso lascerei fuori i consueti dibattiti italioti nati su facebook, tra i cinicimasimpatici e gli eterniindignati. I primi commentano tra risatone e pacche sulle spalle con “era ora un pò di cazzo non poteva farle che bene” i secondi li bacchettano con i soliti “gnegnegne” da primi della classe in terza elementare.

Ecco, tutta questa parte la lascio perdere. Non mi interessa, non ne vale la pena.

Mi soffermo invece sull’articolo riportato su il Post, l’opinione di David Malitz dal washington Post.  Gli argomenti mi hanno colpita, lo ammetto un pò scocciata, nel senso che li capisco, ma non mi trovo concorde con il senso di indignazione che li accompagna.

L’articolo inizia con:

<<Se la scena finale vi ha convinto a non guardare più Game of Thrones, non posso biasimarvi>>

e continua

<< Servirsi della violenza sessuale come di un espediente narrativo non è una novità per Game of Thrones […] è stata assolutamente disgustosa. Anche se non li avete letti, i libri, ormai saprete che questa cosa nei libri non succede. I creatori della serie possono trattare a piacimento alcune parti e alcuni personaggi ma mettere Sansa in questa situazione, un personaggio su cui gli spettatori hanno investito emotivamente molto […] questa scelta non può che essere un espediente narrativo che punta tutto sull’emotività provocata dalla violenza.>>

Ed ecco il motivo per cui non sono concorde.

Se siete  fan dell’ultima ora, ci può stare, se seguite la serie dall’inizio no. Se la violenza, a volte anche gratuita, vi turba avreste dovuto abbandonare lo show alla fine della prima puntata della prima stagione. Alcune persone a cui avevo suggerito di guardare GOT ci hanno rinunciato proprio per l’eccesiva violenza.

Stiamo parlando di un telefilm che ha basato gran parte del suo successo su teste tagliate, viscere, sangue, incesti, Lysa Arryn che fa succhiare la tetta al figlio dodicenne. Ripeto, SUCCHIARE LA TETTA AL FIGLIO DODICENNE. Io, per dire, se non ho vomitato in quella scena ormai non lo farò più.

Siamo di fronte ad una storia, seppur inventata, ambientata in un tempo ipoteticamente molto simile al medioevo. Ecco il medioevo e’ ricordato per molte cose, tra queste non mi pare  ci siano romantici amplessi in cui l’uomo accompagna la propria vergine sposa verso una prima notte di nozze all’insegna del garbo e dell’orgasmo multiplo. Sia chiaro, e’ consolante sentire persone che di fronte a certe scene rimangano ferite o anche semplicemente spiazzate, significa che, oggi, grazie a Dio, non sono poi cosi’ scontate, ma questo puo’ avvenire in un primo momento, poi si contestualizza.

E’ vero che spesso il telefilm si allontana dai libri, lo ha fatto in minima parte in passato, lo fa ora piu’ del solito, come dichiarato prima della messa in onda di questa stagione. Da lettrice di Martin ho constatato che spesso questa scelta e’ stata un bene. A parte gustarci due prodotti simili, ma diversi,  spesso ci ha evitato paragoni inutili su cosa fosse meglio. Restando invece in tema di violenza, ci siamo risparmiati lo stupro di gruppo ai danni di Lollys, forse ci risparmieremo la visita ginecologica di Margaery, Myrcella, proprio nella scorsa puntata, non ha perso un orecchio, per non parlare di numero delle varie mutilazioni e violenze di gruppo ad opera dei guitti sanguinari. Credetemi, se non avete letto i libri, per certi versi quello che vedete in tv è cqua fresca.

Ma parliamo di Sansa. Il personaggio col tempo si e’ evoluto, con calma.

Era la prima della classe, sempre perfetta per il suo destino di moglie di qualche Lord.  Pia allo sfinimento e spesso le sue certezze granitiche l’hanno resa irritante, fastidiosa e non troppo sveglia. Ha visto il padre morire, e’ stata insultata, vessata, picchiata eppure puntata dopo puntata, mentre tutti speravamo che dietro quella facciata di bonta’ prima o poi venisse fuori un po’ di astuzia  ritrovavamo sempre e solo pazienza e fede. Ha rischiato di morire per mano di Jeoffrey,  e’ riuscita a non consumare il matrimonio con Tyrion (perché lui e’ un gran signore), per un attimo abbiamo temuto che il Mastino la violentasse brutalmente eppure ce lo hanno risparmiato. Quello a parer mio sarebbe stato sconvolgente, forse nessuno si sarebbe infervorato perché a quei tempi era ancora un personaggio odioso, ma era una ragazzina.

Poi Sansa fugge, e scopriamo che non e’ proprio una cretina, forse non sveglissima, ma nemmeno stupida. Sansa e’ una che con la pratica non le capisce le cose, e’ dovuto arrivare Ditocorto, con i suoi viscidi bacetti bavosi e le sue lezioni sul doppio giochismo, a farle entrare in testa che nella vita devi farti furba, a Westeros devi fottere, prima che ti fottano.Ecco quindi spuntare all’orizzonte una Stark finalmente donna di nero vestita e con la faccia spesso incazzosa. Arriva il giorno del matrimonio, lei seppur preoccupata ha la meglio sull’amante di Ramsay che cerca di intimidirla e non cede al braccio di Theon che pur rappresenta l’unica cosa piu’ vicina ad un famigliare.

La scelta degli autori  l’ho trovata inevitabile, la prima notte di nozze con un marito come Ramsay non poteva essere che all’insegna della violenza (lui e’ matto come un cavallo), inoltre hanno fatto la scelta apprezzabile di non mostrarci assolutamente nulla di “sconveniente”, una forma di rispetto a mio avviso verso il personaggio. Se, come dice Malitz, avessero voluto giocare sull’emotivita’ avrebbero potuto benissimo mostrarci la violenza completa, li si, sarebbe stavo come le unghie sulla lavagna. Banalmente Sansa e’ ormai donna in una realta’ in cui sono costanti morte e violenza, dare alla sua storia un finale diverso l’avrebbe snaturata. L’avrebbe resa di nuovo odiosa perchè privilegiata.

A questo punto rimane da chiedersi cosa ne sara’ di Sansa, la vedremo disperata fare un tuffo carpiato dalla finestra, o finalmente diventera’ uno dei personaggi di punta della serie, incattivendosi al punto giusto da diventare finalmente la Signora di Grande Inverno?

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