Spy: Susan la spia che venne dal sottosuolo

Susan Cooper (Melissa McCarhty) è un’agente della CIA, nonostante abbia passato al meglio il suo corso, invece di svolgere attività sul campo è impiegata insieme a molti altri nel sottosuolo dell’agenzia. Da qui guida il suo mentore, Bradley Fine (Jude Law) per mezzo di un auricolare allertandolo dell’arrivo di un nemico o della presenza di un pericolo. Quando Fine viene ucciso durante un’operazione, Susan affezionata al “suo” agente e un pochino innamorata di lui, si offre per portare avanti l’operazione che stavano seguendo insieme, ma questa volta sul campo.

Arrivata in Italia, entra in contatto con il suo bersaglio, Rayna Boyanov (Rose Byrne), per intercettare la vendita di un’arma nucleare. Tra inseguimenti di vario tipo, sparatorie e i due colleghi della CIA che la aiutano e ostacolano, Rick, il macho, chè non la crede in grado di svolgere il suo lavoro e Aldo, il piacione “italiano”, che pensa solo al sesso, Susan riesce a portare a termine l’operazione.

Spy non è una satira dei film di spionaggio, piuttosto è un film di spionaggio sotto forma di commedia. Sebbene il fatto e clatante e il relativo finale sono siano abbastanza scontati, come hanno già scritto in molti, è un film di spie con un chiaro intento femminista: gli agenti maschi sono tutti la rappresentazione di un tipo di macho. Il belloccio fascinoso, elegante nel vestire e nei modi, che però non da spazio alla collega nonostante ne riconosca la bravura. Il macho tutto d’un pezzo che non crede nelle capacità della collega in quanto donna e cerca di intervenire in ogni sua missione. L’agente piacione italiano che guida come un pazzo e ogni qual volta vede una donna, qualsiasi cosa stia facendo riesce a darle un significato a sfondo sessuale. Al loro fianco, anzi avanti a loro, c’è Susan quaratenne dolce, ma intelligente, ferita dal ricordo delle parole materne, che, pur senza atteggiamenti da primadonna, riesce a portare avanti la sua missione in autonomia, cadendo, rimettendosi in piedi e cercando di superare gli ostacoli. Un pò come ognuna di noi fa ogni giorno.

Seppur costretta a travestimenti tanto improbabili e stereotipati quanto poco credibili, (mamma di 5 figli, single padrona di 40 gatti), Susan dimostra che una donna, anche se con una fisicità imponente, col giusto vestito e il giusto trucco riesce ad essere bella tanto quanto la solita figa di 30 chili.

 IMG: Da Flickr

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