L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks

Ricordo che ai tempi dell’università un mio grande amico mi consigliò caldamente questo libro.

Lo comprai, un pò per fare colpo, un pò perchè quando entri in fissa per un libro lo devi avere a portata di mano, anche se sai che non lo inizierai domani e nemmeno tra un mese. Ma metti che tra due giorni ti svegli al mattino con la fregola di iniziarlo e non puoi perchè non lo hai comprato?!

Acquistai il libro, lessi l’argomento, interessante. Guardai la copertina, un pò pedante. La copertina mi guardò inorridita. Depositai il volume in libreria e li rimase. Oddio non fu statico, viaggiò parecchio, libreria piccola, libreria più grande, scatolone, seconda fila della libreria grande, ri – scatolone, prima fila libreria grande. Il tutto in base a come, di volta in volta decidevo di sistemare i miei averi di carta.

Di tanto in tanto durante  l’ultimo anno spesso dicevo, guardando la copertina azzurrina in tutta la sua spocchia, dai che finisco questo e poi leggo Sacks.

Poi il 31 Agosto 2015  il dottor Sacks ha raggiunto la meta, ha detto ciao ragazzi io due o tre cose nella vita le ho fatte ora tocca a voi. In questo modo ha reso effettiva la frase tipica: prima che mi decida a leggere quel libro l’autore fa tempo a morire.

Oliver Sacks è stato un neurologo britannico, trasferitosi a New York iniziò a lavorare in una clinica nel Bronx in cui aveva in cura pazienti affetti da encefalite letargica. In seguito Sacks divenne scrittore, conosciuto ed apprezzato più per la sua produzione letteraria che per le sue doti mediche. La sua esperienza con l’encefalite letagica è stata raccontata nel suo libro Risvegli, la storia arrivò al grande pubblico quando ne venne fatto un film con Robin Williams. Ad inizio 2015, scrisse un editoriale per il New York Times in cui dichiarava di essere affetto da un tumore in fase terminale. In seguito il Washinton Post pubblicò un articolo, tradotto e riportato per noi da Il Post, in cui veniva descritta la carriera di Sacks e le sue difficoltà nel venir accettato dalla comunità scientifica, sebbene fosse elogiato da quella letteraria.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello è diviso in quattro parti, ognuna tratta un particolare tipo di patologia neurologica rappresentata da alcuni racconti clinici.

Lo stile è coinvolgente, leggendo alcune delle critiche che sono state mosse all’autore trovo che questo libro le incarni perfettamente. Penso che proprio la capacità narrativa, l’empatia con cui vengono raccontate le storie dei vari pazienti siano un chiaro segno di come la capacità letteraria di Sacks abbia prevalso, rendendolo agli occhi del mondo prima uno scrittore e poi un neurologo.

A suo vantaggio va il fatto che se avesse voluto scrivere qualcosa di strettamente medico-scientifico lo avrebbero letto i suoi colleghi sulle pubblicazioni apposite,

Sacks porta le problematiche neurologiche ad un pubblico più ampio. Il suo modo di descivere i pazienti e le loro patologie, in modo semplice, ha fatto si che tutti noi potessimo conoscere realtà  lontane dal quotidiano, o meglio, sapessimo che tali patologie esistono e potremmo anche averle “incontrate” senza capire bene cosa avesse di così strano la persona che avevamo di fronte.

E’ proprio la capacità di non calcare la mano sull’uso dei termini scientifici, che avrebbero dato  forse un’aura maggiore di credibilità, che mi ha permesso, forse per la prima volta,  di non gettare  la spugna di fronte ad un libro a episodi.

Forse come hanno sostenuto alcuni dei suoi detrattori, i racconti di Sacks erano basati su casi sporadici e possono aver portato poco alla ricerca sta di fatto che hanno reso un servizio al lettore introducendolo in una realtà copletamente nuova, con una grazia e una dolcezza uniche.

 

L’uomo che scambio sua moglie per un cappello di Oliver Sacks [Ed. Gli Adelphi]

ISBN:[978-88-459-1625-0]

 

IMG: Flickr

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