Chiamali gnocchi, ma non alla Romana

Da un po’ di tempo a questa parte ho questa voglia incredibile di quelli comunemente conosciuti come Gnocchi alla Romana.

Visto che però non ho molta voglia di sbattermi a cucinare, e  li mangerei io sola che qui a casa non piacciono a nessuno, ho deciso di scriverne, magari qualcuno decide di farli e mi invita a pranzo.

In quel caso porzioni abbondanti, grazie.

Se vi state chiedendo se gli gnocchi alla Romana sono chiamati  così in quanto originari della capitale o zone limitrofe non si sa, su Giallo Zafferano si dice che vista l’abbondanza di burro potrebbero avere origine Piemontese.

Io nel dubbio ho controllato sull’Artusi, perchè in casa mia si mangia prosciutto nella carta come i gatti, ma abbiamo l’Artusi, che non si può mai sapere. Qui ho scoperto che il signor Pellegrino chiama Gnocchi alla Romana un piatto molto simile a quello di cui vi sto per parlare, ma sono fatti di farina, questi li chiama invece, semplicemente, gnocchi di semolino.

  • Scaldare 1 litro di latte a cui aggiungete una noce di burro e un pizzico di sale, quando inizia a bollire versate a pioggia 250 grammi di semolino, giratelo continuamente con la frusta affinchè non si formino grumi.

  • Cuocete il semolino finchè non si sarà addensato, a quel punto prima di farlo raffreddare unite un cucchiaio di parmigiano e due rossi d’uovo. Mescolate in modo da amalgamenre gli ingredienti e togliete da fuoco.

  • Su una spianatoia o una teglia, precedentemente inumidite per evitare che l’impasto si attacchi, versate  il semolino e stendetelo in modo da renderlo tutto alla stessa altezza, circa un dito. Fate raffreddare.

  • Imburrate una teglia e accendete il forno a 180/200, quando il semolino sarà freddo tagliatelo a rondelle. Potete usare un bicchiere o una tazzina a cui bagnerete i bordi con l’acqua. I cerchi di semolino li sistemerete nella teglia.

  • Prima di metterli in forno cospargeteli con parmigiano, gruviera grattuggiata e burro.

  • Il tutto va in forno per circa 25 minuti, o comunque quando lo vedete croccante in superfice.

  • Non in tutte le ricette è previsto l’uoso dei due tuorli, non etterli non vi impedirebbe di fare comunque questo piatto, cambierebbe solo, di poco la consistenza e di molto la pesantezza del piatto stesso

  • Per la cronaca, l’Artusi, che usa solo parmigiano, dice di non esagerare con la cottura altrimenti poi diventa amaro. Personalmente pur seguendo il consiglio del maestro, abbonderei con altro formaggio grattuggiato in modo che a fine cottura si sia forata la crosticina croccosa che è la mia preferita.

 

 

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