Funny Girl di Nick Hornby

Funny Girl è l’ultimo libro di Nick Hornby, uscito in Italia lo scorso autunno.

Qui riportavano il primo capitolo.

Mentre finivo di leggerlo, ero incuriosita dalle opinioni dei lettori presenti su i più famosi social di lettura. E’ interessante notare come Funny Girl ne esca con un giudizio numerico mediamente alto, pur avendo ricevuto recensioni altalenanti.

Probabilmente vogliamo troppo bene a Nick per abbassargli il voto anche se il suo libro ci fa schifo? o il suo libro ci fa meno schifo di quanto pensiamo?

Per chi non sapesse di chi sto parlando, a parte chiedergli ma negli anni 90 dov’eri? ecco due appunti sull’autore, tra info on line e giudizi personali:

Hornby deve la sua notorietà ad un libro autobiografico scritto nel 1992. Febbre a 90, questo il titolo, raccontava della sua passione per il calcio come tifoso dell’arsenal. Dal libro, che io non ho letto, venne tratto anche un film (che io non ho ANCORA visto), omonimo, con un giovanissimo Colin Firth. Sia in inghilterra che in italia il volume ha avuto un forte seguito di pubblico. Del resto parlava di tifoseria calcistica.

La fama di Hornby si è consolidata qualche anno dopo, con quello che possiamo  definire il suo romanzo più famoso: Alta Fedeltà (questo l’ho letto). Anche in questo caso ne venne fuori un film, che non ho visto, con John Cusack.
Alta fedeltà è stato una specie di guida per molti della mia generazione. La storia è quella di un ragazzo inglese appassionato di musica, con la fortuna di lavorare in un negozio di dischi. La sua vita è scandita dalla creazione di cassette con le sue canzoni preferite e l’indice di gradimento di qualsiasi  cosa viene stabilito dalle micro classifiche” i primi 5…”.

Dopo questi due successi, seguiti da About a boy, che in questo caso ebbe un grosso traino da parte del film, di Nick Hornby si è sentito parlare poco. Oddio ha scritto altri libri e ogni volta l’attesa è alta,  ma non c’è più stato il clamore dei primi, ad un certo punto abbiamo tutti sperato in una sorta di rinascita quando usci “Non buttiamoci giù” che in realtà non c’è stata, alla fine da buttare era solo il libro.

Ecco arrivare poi Funny Girl e  nuove grandi speranze.

La storia, recita la quarta di copertina, è quella di una giovane inglese degli anni 60  bella e prosperosa che ad un passo dall’incoronazione di miss qualcosa rinuncia per trasferirsi a Londra e coronare il suo sogno: diventare un’atttrice comica come il suo idolo americano: Lucille Ball.

La prima idea che mi ero fatta era di una storia di emancipazione di una ragazza con sforzi e duro lavoro.  In realtà Sophie, la protagonista, ha una vera e propria botta di culo e diventa improvvisamente la star incontrastata della tv inglese.

Il resto del libro racconta ciò che accade intorno a lei,  le storie parallele che si sviluppano nell’arco delle 4 stagioni del suo show. Vicino  a Sophie si muovono i personaggi quasi tutti maschili che con lei si occupano della commedia, tutti alle prese con i loro difetti e i loro problemi. L’attore macho ed egocentrico, gli scrittori gay o forse no, il produttore, con pipa in radica e una moglie fredda come il ghiaccio.

I difetti del libro: non è alta fedeltà. La sfiga di Hornby è un pò questa, dopo il libro che lo ha consacrato non è più riuscito ad eguagliare la sua opera seconda. Nel 1995 aveva colpito il pubblico con una zampata geniale, raccontare di un ragazzo con una passione, mentre si dibatte tra la giovinezza, la crescita e l’amore. Il rapporto con una donna che ama, di un amore normale, forse poco romantico,  con la quale deve accettare dei compromessi e cercare di smussare il proprio  egoismo di post adolescente o forse di semplice essere umano.

Alta fedeltà aveva avuto il pregio di colpire una fetta di pubblico piuttosto ampia, giovani e meno giovani che si riconoscevano in una storia e in un personaggio quasi reali.

Funny Girl non riesce a coinvolgere il lettore nella vita dei suoi protagonisti, quasi nessuno riuscirebbe a rivedersi, se non per alcune sfumature, in nessuno di loro. Qui si parla di spettacolo, di televisione, di swinging  London. E’ un po’ come leggere la biografia di qualcuno che non è mai esistito, ti appassiona, ti diverte, arrivi in fondo e sei rilassato, ma nulla di più.

I pregi però ci sono: Hornby disegna una realtà televisiva frutto della sua fantasia incastrandola perfettamente con la realtà, Sophie ad esempio incontrerà realmente Lucille Ball e come spesso accade in quel mondo farà la domanda sbagliata.

I personaggi  sono avvincenti e soprattutto molto simpatici, nonostante le continue battute cariche di umorismo inglese potrebbero aver risentito della traduzuzione.  Probabilmente di difficile immedesimazione, ma non credo che lo debbano sempre essere. Anzi.

Funny Girl non sarà un’opera d’arte, non ha le trovate semplici ma geniali di Alta Fedeltà, ma si lascia leggere, fa riere e non ci fa mancare, alla fine la giusta dose di malinconia. Quella che si prova guardando oggi i vecchi film.

IMG: Wikipedia

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