LaLibreriaIpotetica: #2_Revenant: La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta di Michael Punke

Secondo volume per la mia “Libreria Ipotetica”.
La lista che sto stilando si allunga, ma ovviamente la scelta non può essere casuale, di volta in volta posso solo scrivere di ciò che mi ispira in quel momento.
Nonostante cerchi, forse sbagliando, di evitare come la peste di leggere libri che diventano improvvisamente imperdibili grazie al traino della versione cinematografica, in questo caso sento di non poter resistere al fascino di  “The revenant“.
Ammetto che ho sempre immaginato con riguardo e curiosità il momento in cui qualcuno finisce di leggere un libro e preso dal sacro fuoco, cerca senza sosta qualcuno che lo assecondi e decida di produrgli la versione cinematografica di ciò che ha appena letto.
Allo stesso tempo ho una sorta di pudore e diciamo pure snobberia verso quei libri che finiscono in versione rilegata in tutte le vetrine solo perchè diventati film.
Il redivivo prima di diventare l’ennesima speranza di vedere dare un oscar a Leo di Caprio (che sarebbe quasi ora), è un libro scritto da Michael Punke, uno che nella vita fa tutt’altro.
E’ un libro, che parla di frontiera, di cavalli, di polvere e sopratutto di vendetta.
Il romanzo ripercorre la storia  di Hugh Glass, il trapper che a metà del 1800 entrò nella leggenda. 
Dopo un passato tra pirati, vagabondaggi e prigionia, Glass nel 1822 pende parte ad un spedizione verso il Missouri, allora inesplorato e selvaggio. 
Allontanatosi dal gruppo in cerca di cibo viene attaccato e ferito mortalmente da un grizzly, a quel punto il capo spedizione decide di proseguire il cammino lasciando due uomini ad attendere la fine dell’agonia di Hugh ormai prossimo alla morte in seguito alle ferite riportate. L’avvicinarsi di un gruppo di indiani spinge le due vedette a fuggire, sottraendo però al ferito tutte le armi a sua disposizione. 
Glass incredibilmente non morirà ma, redivivo appunto, torna a calpestare la terra della frontiera con un solo scopo, quello di avere la meritata vendetta. 
Non so se è il ritorno al mito della frontiera selvaggia di cui non si sentiva più parlare da molto tempo, forse caduto in disgrazia quando il politiamente corretto ha richiesto di non disegnare gli indiani come il nemco giurato.
Più probabilmente è il concetto di base di ricerca della vendetta, con cui mi sento molto affine, nonostante tutti gli sforzi fatti non hanno avuto presa racconti su figliol prodigo e porgi l’altra uancia se non farmi inviperire ancora di più.
Ecco quindi che Il redivivo balza in testa alla mia lista di richieste natalizie.

 

 

 

IMG: Wikipedia

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