#PausaCaffè: Cinema, libri e tv o quel che ne resta

Ammesso che l’autosomministrazione di orsetti gommosi non mi uccida prima vediamo le news, interessanti ma senza impegno, della settimana appena trascorsa.

Detto così sembra quasi che il mio piglio sia, ed era ora! In realtà fino a qualche giorno fa per me era un nome come tanti, finchè non ho scoperto che costei scrisse la saga da cui hanno tratto il mio primissimo cartone animato preferito: Anna dai capelli rossi. ( molto prima che si sviluppasse la mia mania dei titoli di coda).

La storia della Montgomery ce la raccontano qui, una vita forse riscattata dalla scrittura, ma comunque decisamente faticosa con sfighe e rompicoglioni al seguito. Nell’articolo troverete anche la sigla del cartone animato,  di cui io possiedo tutt’ora il 33 giri.

Se state leggendo e: non avete mai visto neppure una puntata di Anna perchè guardavate, che ne so, i teletubbies e non sapete cosa sia un 33 giri, raccogliete i vostri stracci e filate via, tutto ciò che ha come data di nascita dal 1990 in poi non esiste, è solo illusione!!

  • Al secondo posto ecco un pezzo che non potevo far a meno di leggere con gioia e infinita stima.

Questa settimana c’è odore di naftalina e ospizio, il pezzo, sempre da IlPost, parla del mio adorato Richard Scarry . 

L’illustratore e scrittore americano che, un po’ come la Montgomery, ha segnato la mia infanzia. “Il libro delle parole” di cui si parla nell’articolo è forse quello che ho letto più volte o meglio con cui sono volata di più con la fantasia. Tavole tutte diverse al cui interno troviamo personaggi e oggetti con i loro relativi nomi. In un periodo in cui, per varie ragioni, provavo un serio rifiuto per la lettura, inventarmi delle storie da sola osservando semplicemente le pagine di Scarry era bellissimo.

Potete capire la fierezza nel leggere che nel 1980 decise di rilasciare una nuova edizione del libro in chiave meno sessista, eliminando aggettivi inutili e ridistribuendo i vari mestieri tra personaggi maschili e femminili. NEL 1980!!

Recentemente i libri di Scarry sono stati messi in ristampa, quando l’ho scoperto, presa dall’amore per l’autore e per il ricordo della gioia che mi infondeva giocare col libro delle parole l’ho comprato per mio nipote speranzosa che gli piacesse almeno un po’. Lo ha consumato!

Prima di continuare con la tematica libri, che questa settimana ha sbancato più del solito, apro una microparentesi cinema.

  • Terminato il festival di Torino, i titoli segnalati come interessanti sono parecchi, tra questi mi ispira moltissimo quello forse un po’ più “pop/commerciale”: Hallo, my name is Doris. Storia di una sessantenne che riprende in mano la sua vita e finisce per avere una storia con un collega…parecchio più giovane. Nel cast oltre alla bravissima Sally Field troviamo alcuni dei volti più noti del mondo delle serie tv. Volti che un vero telefilm addicted non può non riconoscere. Max Freenfield di New Girl, Beth Behrs di 2 Broke girls e gli altri andateli a scoprire!

 

  • A questo punto, visto che purtroppo Natale è vicino, ecco un paio di link, nel caso servissero idee per regalare libri:
  1. quelli del mese suggeriti da Rivista Studio (ne contengono almeno uno che è sulla mia lista “se non sai cosa regalarmi allora regalami questo”).
  2. la classifica stilata da Goodreads con i voti dei propri lettori (molti libri potrebbero essere non ancora tradotti, ma compleanni e natali arrivano sempre)
  3. Per far finta di fare i fighi, vediamo cosa suggerisce il New York Times, ovviamente se conoscete così tanta gente che legge in inglese potete rifarvi ai 10 migliori libri del 2015. Visto che la traduzione italiana non è così anvanti, almeno non per tutti,  ecco i 10 migliori del 2014, molti dei quali se guardate bene li trovare nelle nostre librerie.

 

E per favore quando decidete di regalare un libro, sforzatevi un minimo di pensare alla persona cui lo regalate. Non comprate cose a cazzo di cane perchè la copertina rigida ve la fanno pagare 25 euro e perchè ne hanno parlato in tv, che tanto quelle sono marchette e in genere il libro ha abbondante possibilità di essere una merda. Perchè vi vedo quando tutti tronfi andate alla cassa coi vostri bei libroni che poi vi seguo e  vengo a sbirciare il titolo e mi cadono i coglioni, anche a sentire che dite “questo deve essere bello”. (questa dichiarazione non vale come appiglio per denunciarmi per stalking)

Chiudo la settimana con un pezzo da Internazionale, in cui si parla di una delle mie serie preferite di quest’anno, grazie anche all’avvento di Netflix che rilascia serie complete e non mi fa perdere il filo. Il pezzo parla di Master of None, una serie talmente semplice che dopo le prime due puntate ci si chiede perchè si stia perdendo tempo, ma poi non se ne può fare a meno.

 

 

 

 

 

 

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