#PausaCaffè:…aver tempo di farla, la pausa

Ecco i pezzi che ho scelto questa settimana:

 

Io per anni Scola l’ho un po’ schifato, perchè lo associavo ad un film che mi aveva turbato l’infanzia “brutti sporchi e cattivi“,  i cui  protagonisti mi facevano un po’ senso. Anni dopo, superando il pregiudizio (non so voi ma per me superare i pregiudizi non è proprio banalissimo) ho guardato quello che poi è entrato nella rosa dei miei film preferiti “Una giornata particolare“.

[inizio aneddoto] Cercando di non scivolare nel patetico racconto brevemente il fatto: il tipo che da mesi stavo lavorando ai fianchi, favoleggiando nella mia mente su i tre figli che avremo potuto avere insieme, in realtà mi stava conducendo, ignaro delle mie brame e dei nostri futuri figli, nella “friendzone” per poi raccontarmi con una deliziosa lettera, intensa quanto inaspettata, di quando mesi prima si era scoperto gay. Inconsapevole, in quel momento, di essere diventata il prototipo del canovaccio di alcune divertentissime commedie romantiche americane, ci rimasi un po’ male. Ma un filo eh. Non che lo avessi voluto uccidere a mani nude, ero anche troppo impegnata nella mia testa a distruggere le sale parto in cui avevo già dato alla luce  i suoi tre pargoli. Provavo pure a mettermi nei suoi panni, rileggendo la  missiva. Però è stata un’estate di merda quella, e si, mi mettevo nei soi panni, ma poi piangendo sotto la doccia concludevo con un : comunque VAFFANCULO. Ecco, questo per dire che  allora scoprii che della mia storia ne avevano già fatto un film anni prima e guardando Una giornata particolare, con Sophia Loren che rinuncia alla sua bellezza un po’ burina per fare la donna del popolo, Marcello Mastroianni, che non esaspera il suo personaggio, e sopratutto alcuni riferimenti ironici alle stronzate del ventennio, mi sono tirata un po’ su di morale. In fondo per rendere credibile la ruspante bellezza del mio personaggio avevano pur scelto Sophia Loren. [fine aneddoto]

Ma lasciamoci alle spalle le mie storie di vita vissuta, per ascoltare quelle di altri, decisamente peggiori, ma sicuramente piene di coraggio.

  • Questo video ripreso da internazionale, propone il racconto che una ragazza ha fatto per spiegare la sua personale esperienza con lo stupro. Non è nulla di patetico, anzi. E’ pur vero che la protagonista per arrivare fin qui ha fatto anni di terapia. Anche qui, come sempre, la principale preoccupazione delle vittime non è la paura, il dolore, la violazione, ma la difficoltà nel superare il senso di colpa. Quella convinzione insita in ogni donna, e resa più o meno palese dall’esterno, di essere la reale colpevole del torto subito.

In conclusione ecco il pezzo che ho adorato questa settimana, mi ha un po’ commossa e un po’ mi ha fatta sorridere:

  • L’articolo su newsatesman, tradotto e riproposto in italiano da Internazionale è di Tracey Thorn, cantante e scrittrice che, se c’eravate negli anni ’80 basta che vi dica Everything but the girl  e avete già capito. Il pezzo è una lettera di ringraziamente della Thorn alle figlie per il loro diciottesimo compleanno. Una perfetta fusione tra amore materno ed evoluzione dell’essere madre, tra preoccupazione, complicità e qualche risata.

 

 

 

c

 

 

 

 

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