#PausaCaffè: o della sacra arte del cazzeggio

Le settimane a volte sono così, tu che di solito sei una stronza, irritante, irritabile e insofferente riesci con i tuoi poteri magici ad elevare queste tue qualità innate al quadrato.

Ti trovi poi circondata da colleghe completamente pazze.

Il cliente per cui lavori ti chiede cose del tipo: questi costi, diretti, semplici li togliamo, però aggiungiamo questi altri così facciamo un lavoro bello tortuoso, folle e senza senso.

In tutto questo è normale che il tuo occhio cada solo su notizie cazzare, anche se in prima pagina ci fosse la foto di un fungo atomico.

Partita un po’ in sordina, all’inizio del 2000, Una mamma per amica, dopo aver cambiato decine di palinsesti, diventa un must. Forse può averle giovato l’essere capitata a cavallo di un periodo in cui le serie tv da prodotti riempitivi del primo oppure tardo pomeriggio diventavano quelle potenti fonti di denaro e piacere che sono oggi. Sta di fatto che la storia delle ragazze gilmore è rimasta nel cuore di molti. Personaggi strambi, dialoghi serrati, riferimenti alla cultura pop anni ’80, dramma, commedia, romanticismo, hanno tenuto alto il valore della serie fino alla sesta stagione quando a guidarla era ancora la  creatrice storica Amy Sherman Palladino, la settima stagione ha risentito del passaggio di testimone, hanno prevalso i momenti tipici del drama/comedy e si è lasciata alle spalle la freschezza pop. Viene presa la decisione di non proseguire, grazie a dio si opta per un finale aperto, che non fa perdere credibilità ai protagonisti. Era il 2007 quando il sipario calò su Stars Hollow, cittadina fittizia in cui è ambientato il telefilm. Presto, dopo quasi 10 anni, rivedremo i personaggi più eccentrici della tv (mancherà purtroppo l’ottimo Edward Hermann venuto a mancare nel 2014) tornare alle loro storie di ogni tipo, da grande fan spero riescano a regalarci il finale che non abbiamo mai avuto.

 

Concludo con due momenti, uno cinematografico e uno musicale, che risalgono alla settimana scorsa:

  • i 25 anni di Wind of change, canzone degli Scorpions, che quando eravamo ragazzini cantavamo forse senza capire le parole, ma trascinati dalla melodia, mentre era quasi un manifesto musicale della storia che stavamo vivendo.

 

  • E per finire, nel caso non si fosse capito il livello della mia tamarraggine, il trailer migliore degli ultimi mesi. Attori che non sono certo tra i miei preferiti, un film che potrebbe anche rivelarsi la schifezza dell’anno, ma se mi costruite un teaser così, con sotto i Queen mi conquistate per forza: Suicide Squad.
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