Oscar_2016: Quando c’era Marnie

Titolo: Quando c’era Marnie (When Marnie was there_ ot:Omoide no Mani)

Candidatura: Miglior film d’animazione

Film d’animazione del regista Hiromasa Yonebayashi, membro, fino al 2015, dello studio Ghibli fondato da Hayao Miyazaki con cui aveva prodotto alcuni tra i titoli più conosciuti da Mononoke, al Castello Errante di Howl fino a Ponyo.

Il secondo film da regista di Yonebayashi è una boccata d’aria per chi ama l’animazione giapponese e per chi è cresciuto, negli anni ’80 con i cartoni animati  nipponici.

Anna è una ragazzina di 12 anni ed abita a Sapporo con la madre, con cui ha un rapporto conflittuale, le continue ripicche della ragazza acuiscono i suoi problemi asmatici, e su consiglio del medico viene mandata con una coppia di parenti al sud di Hokkaido per beneficiare dell’aria di mare. Nonostante la gentilezza della coppia Anna continua a nutrire rancore verso la propria famiglia e il suo carattere introverso le impedisce di fare amicizia con i coetanei del paese.  Fin dal suo arrivo viene attratta da una villa abbandonata raggiungibile anche via mare con la bassa marea. Una sera vedendo le luci accese Anna si avventura e scopre che nella casa abita Marnie, una ragazza con cui stringe subito una grande amicizia. Gli incontri tra Anna e Marnie sono scanditi da tempi quasi magici, non sempre le due riescono ad incontrarsi. Solo l’arrivo di una ragazzina, figlia dei nuovi proprietari della villa abbandonata, permetterà ad Anna di scoprire tutto su Marnie.

In questo film troviamo tutto ciò che ha sempre fatto grandi i prodotti dello Studio Ghibli: la natura rappresentata dal piccolo villaggio, che contribuisce alla guarigione fisica ma anche “spirituale” di Anna. La magia o comunque l’intervento di forze non razionali che intervengono in aiuto della protagonista. L’assenza, o la presenza marginale, degli adulti in modo che Anna riesca con l’esperienza a trovare se stessa e il suo passato. E soprattutto l’adolescenza, questo periodo di passaggio dall’infanzia all’età adulta che viene descritta anche con una forte ambiguità sessuale o forse asessualità che permane per tutta la parte centrale del film.

Finale con i lacrimoni.

Il sonoro dei cartoni giapponesi ha il suono della mia infanzia.

 

 

 

 

 

 

IMG: Flickr

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