Room

Room, film candidato agli oscar 2016, è uscito questa settimana nei cinema italiani.

La storia è tratta dal libro di Emma Donoghue, Stanza, Letto, Armadio,Specchio (Room) che l’autrice ha scritto ispirandosi ad un fatto di cronaca noto come “Caso Fritzl“. La vicenda risale al 2008, quando in Austria, per un caso fortuito, viene scoperto che Josef Fritzl, da ormai 24 anni teneva segregata la figlia nella cantina di casa,  per tutto il periodo di prigionia aveva abusato sessualmente della ragazza e dai rapporti incestuosi erano nati sette figli.

In realtà il libro della Donoghue e così il film prendono solo spunto dalla cronaca e ci raccontano una storia in cui le sfumature più gravi e morbose vengono solo accennate in favore di una versione più “romantica”.

Jack ha appena compiuto 5 anni e vive  in una stanza da cui non è mai uscito, la sua vita è tutta tra quelle pareti, per lui la madre ha inventato  favole che lui considera  realtà. Joy “Ma” Newsom è stata rapita a 17 anni da uno sconosciuto e rinchiusa nella casetta in giardino, vive li dentro da sette e l’uomo nottetempo abusa di lei, Jack è nato proprio in seguito ad un rapporto con  Old Nick. Jack e old Nick non si sono mai visti, Joy ogni sera chiude il bambino nell’armadio per preservarlo dalle brutture del suo rapitore. Quando Joy e Jack riescono a fuggire inizia per loro una vita nuova, ma se le pareti della stanza erano soffocanti e malsane il mondo reale, nuovo per Jack e cambiato per Joy, diventa una sfida ancora peggiore.

Room è un film con l’ambizione di raccontare una storia terribile e torbida, cercando di di darne una visione più sobria che punti, come avviene nella seconda parte del film, a ciò che viene dopo. La difficoltà della ripresa, essere buttati o ributtati nella quotidianità, nel mondo reale e cercare di adattarsi.

Forse troppo semplice, troppo banale per ricevere una candidatura all’oscar, ha comunque dalla sua l’aver saputo rinunciare all’utilizzo del mostro ad ogni costo (old Nick è appena visibile in poche inquadrature) a favore delle vittime che comunque non vivono passivamente questa loro condizione.

Nonostante tutto vale la pena vederlo per l’interpretazione dei due protagonisti, interpretati da due attori che, almeno fino ad oggi hanno dalla loro una dose di simpatia e semplicità.

 

 

 

 

IMG: Flickr

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