#PausaCaffè: Condivisione del sapere e poi genitori e figli

I due articoli che ho scelto di questa settimana.

  • Il primo da Internazionale, parla di condivisione del sapere, perchè giustamente l’evoluzione portata dall’uso di internet, ha permesso maggior interazione e scambio di conoscenza. E’ libero, è bello, se si desidera anche giusto, e può dare la soddisfazione di contribuire anche minimamente a qualcosa di più grande. La domanda è se, questa condivisione, qualora sia di alto livello debba o meno essere retribuita.
  • Il secondo, sempre da internazionale, parte dall’analisi di una fiction italiana per interrogarsi su un “problema” che trovo sempre molto interessante: l’essere genitori.

No, non sono genitore. Forse questo fascino e questo interesse nascono da i miei ormai lontani quanto poco sfruttati studi, su scuola, infanzia, pedagogia e psicologia infantili. Ma questo poco importa. #Comefaisbagli è una fiction molto italiana, lo dico un po’ col piglio di Stanis La rochelle,  (se la volete vedere andate su rai on demand dal pc e recuperate le prime due puntate), in cui vengono messe a confronto due famiglie mediamente normali. In se il programma rischierebbe d’essere la consueta palla per mia nonna, riesce a non esserlo perchè  sa sdrammatizzare  ed è ironico nel portare sullo schermo delle famiglie e dei personaggi fortemente stereotipati. Talmente stereotipati che vi sfido a non trovare in voi stessi  almeno una delle loro “paturnie” ( ad esempio io ho quella degli scout, che considero un po’ l’incarnazione del male).  Anche questo però è poco importante ai fini dell’articolo, che invece si sofferma su i problemi dell’essere genitore oggi. Problemi che in parte esistono, e che in parte l’adulto si crea. Ad esempio pare che oggi i genitori siano ossessionati dalla felicità dei figli e che il sentirsi inadatti al loro compito, favorisca il moltiplicarsi di corsi o di suggerimenti on line su come essere dei buoni genitori. L’autrice del pezzo, Valentina Pigmei, scrive anche di figli e gestione delle loro immagine pubblica, genitori e bisogno di essere accettati dalla prole, con una interessante lista di libri che trattano l’argomento da più punti di vista. Citando sul finale il mitico Piaget, che tanto caro era al mio prof di pedagogia.

Facile parlare per me, che leggo e guardo con lo stesso interesse “scientifico” con cui da piccola guardavo le colonie di formiche in giardino, però è molto interessante, giuro.

 

 

 

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