Mai ci fu pietà: criminali fuori dal romanzo

Il libro di cui parlo oggi è stato scritto da Angela Camuso in una prima edizione nel 2009, col titolo “Mai ci fu pietà. La banda della magliana dal 1977 ai giorni nostri“,  poi riedito nel 2014 col titolo “Mai ci fu pietà. La banda della magliana dal 1977 a Mafia Capitale“.

 La “fortuna” di questa storia ha avuto inizio col libro di De Cataldo, Romanzo Criminale. Ne è nato un bel film, e poco dopo l’omonima seri tv che, insieme a Gomorra, è stata  forse uno dei maggiori successi televisivi italiani, probabilmente le uniche due che non temono confronti con l’estero.

L’intera vicenda de la banda della magliana ha assunto un fascino tale da rendere i fatti quasi irreali. Vedendo la versione romanzata si fa quasi fatica a collocare quelle storie fighissime di gangster fighissimi in una realtà tangibile.

Mai ci fu pieta’ è un saggio che inserisce gli avvenimenti, alcuni già presenti nel romanzo di De Cataldo,  nel giusto contesto storico politico, aggiunge  intorno quello che manca per fermarsi di tanto in tanto dalla lettura, e riportare alla memoria fatti di cronaca sicuramente sentiti in qualche tg tra gli anni ’80 e ’90.

Il valore di questo libro, scritto partendo da atti processuali e dichiarazioni o smentite da parte dei pentiti, consiste nel dare un’idea dei fatti senza farcirli di giudizi o commenti personali. Il difetto è la suddivisione per argomenti, con la quale si tende a perdere di tanto in tanto la continuità temporale. Per quanto mi riguarda sono riuscita ad ovviare il problema per puro caso, qualche anno fa ho visto un bellissimo documentario in 4 puntate trasmesso da History Channel proprio sull’evoluzione e la caduta della banda. Altamente consigliato.

La Camuso ripercorre le tappe che hanno portato quello che inizialmete era un gruppo di ragazzini di borgata a formare una delle realtà criminali più forti e radicate del nostro paese.

Nata in seguito ad un accordo tra capi di due bande di quartiere, la banda della magliana si dedica inizialmente a gioco d’azzardo, vendita di armi, rapimenti, riciclaggio di denaro, spaccio di droga. Se la morte di Franco Giuseppucci è considerata la prima incrinatura che ha portato allo sfaldamento delle antiche regole del gruppo,  è invece Danilo Abbruciati a creare i primi legami tra banda e mafia, mentre Enrico De Pedis è il nome legato a rappresentanti politici e religiosi. Creduta finita negli anni ’90 con il pentimento di alcuni dei fondatori principali della banda originaria Maurizio Abbatino, Antonio Mancini, Renzo Danesi, scopriamo che in realtà la banda non e’ mai definitivamente morta ma ha solo cambiato burattinaio, ed ecco che si arriva agli scandali degli ultimi anni con l’arresto di Massimo Carminati, attivo fin dagli anni 70 e catturato infine, nel 2014, in seguito all’inchiesta nota come mafia capitale.

Angela Camuso: Mai ci fu pietà. La banda della magliana dal 1977 a Mafia Capitale (Editore: Castelvecchi) 

[ISBN: 8869440656 ]

IMG: youtube

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...