Il romanzo del vecio di Gigi Garanzini

Che questo post esca in periodo di europei è puramente casuale. Non sono una persona particolamente sportiva e neppure amante degli sport. In genere mi stanco guardandoli anche seduta sul divano e poi lo sport  ti frega. Le volte che guardo una competizione sportiva o il mio preferito gioca di merda o gioca benissimo, merita di vincere, ma alla fine per qualche congiunzione astrale perde.

Lo sport mi sta sulle palle perchè è una maledetta metafora della vita.

Ci sono stati giorni, e parlo dei sempre verdi anni ’80, in cui, circa ottenne, maschiaccio, cresciuta all’ombra degli adorati maschi della mia famiglia seguivo il calcio con la stessa enfasi con cui in seguito avrei seguito le soap opera, il cinema e i cambi stagionali di nuances degli smalti.

E’ quindi in ricordo al mio passato da tifosa o qualcosa di simile che quando ho scoperto questo libro non ho potuto fare a meno di dargli la caccia. Lui aveva un fisico asciutto e nervoso, fumava la pipa, portava la  giacca sulle spalle e aveva un delizioso naso storto.

Enzo Bearzot è stato l’allenatore della nazionale italiana che vinse i mondiali nel 1982, prima di allora era stato un giocatore ed era un uomo con le idee piuttosto chiare.

Il romanzo del vecio è un libro intervista che Gigi Garanzini, giornalista e scrittore di libri sulla storia del calcio, scrisse nel 1997 quando il protagonista aveva circa 70 anni. Con un serrato domanda/ risposta passiamo dall’infanzia tranquilla e “borghese” in Friuli, agli studi presso i gesuiti mente fuori intorno si sentiva il rumore della guerra, fino alla pura casualità di esser visto con un pallone attaccato ai piedi. Verona, poi Milano e la scoperta di gente aperta e cordiale così distante dal genere friulano. Milano, l’Inter, Luisa, conosciuta sull’autobus numero tre, e poi la cessione inaspettata al Catania. Il  passaggio al Toro, un squadra che Bearzot avrà nel cuore tutta la vita. Una squadra tanto facile da amare in una città così difficile da vivere, più fredda e classista sia di Catania che di Milano. Poi la carriera di allenatore, iniziata sempre sulla parchina granata al fianco di Nereo Rocco e proseguita fino alla nazionale, quella dell’82. Uomini scelti da lui, contestati dai tifosi, alcuni già oltre l’età, alcuni fuori allenamento e da poco usciti dallo scandalo del calcio scommesse, ma tutti uomini in cui il patriarca, il vecio credeva e in cui ha creduto fino alla fine. Uomini che non lo hanno deluso, regalando a lui e all’italia quella coppa del mondo brandita da Zoff, accarezzata da Bearzot ed applaudita da Pertini. Poi il vecio e il calcio, con i suoi cambiamenti quelli che stavano avvenendo alla fine degli anni ’90 e che si sono consolidati ad oggi.

Un libro scritto con cura e stima. Un protagonista di altri tempi contrario alle logiche commerciali del calcio moderno e con mille storie di pallone da raccontare.

 

“Io credo che chi oggi vive il calcio si debba innanzitutto sforzare di creare, anzi ripristinare un’atmosfera. Necessaria e sufficiente a conservare quella percentuale di spirito amatoriale che si ha quando si cominicia.”

 

Il romanzo del Vecio – Enzo Bearzot, una vita in contropiede di Gigi Garanzini (ed. Baldini, Castoldi, Dalai)

ISBN:[978 – 886620578-4]

 

 

 

IMG: Wikipedia

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