Stranger Things: la serie che non potete non aver visto!

Stranger Things è una nuova serie di Netflix  rilasciata  lo scorso weekend.

Qualche settimana fa alcuni avevano iniziato a parlare di questo nuovo prodotto, ma i toni  erano parecchio sotto le righe, forse perchè ultimamente i problemi sono stati altri, un po’, forse, perchè nessuno voleva esporsi più di tanto in merito al progetto. L’unica nota che veniva sottolineata, perchè ovviamente non se ne poteva fare a meno, ma comunque sempre senza troppe pretese per non uscirne feriti, era il ritorno in video di Winona Ryder.

Winona Forever

La Ryder negli anni ’90 era il simbolo del cinema giovane, in ascesa, era vista come il nuovo che avanza, la speranza di un cinema impegnato o divertente ma non pretenzioso. Winona inoltre per anni è stata quella che ha reso fighi i capelli corti. Lo dico per esperienza, allora se ti imbattevi in un essere umano di sesso maschile anche solo con un lieve livello di nerditudine e portavi i capelli corti era fatta. Capello corto ed eri Winona. Eri Winona ed eri una figa, non serivavono culi o tette varie, quelle facevano sempre il loro effetto, ma venivano dopo.

In quel decennio al cinema la Ryder ha dato molto, a volte anche film dimenticabili, ma senza dubbio anche molte pellicole che sono rimaste come simbolo  di quel periodo, l’ultima zampata l’ha data con ragazze interrotte, e poi da li il buio. Il film successivo è il dimenticabile Autunno a New York in cui fa la ragazzina che si innamora di Richard Gere iper brizzolato, poi il nulla o comunque nulla che valga la pena ricordare. Da li in poi di Winona ci ricordiamo solo i guai, viene fermata qualche volta per taccheggio e dichiara di essere cleptomane di avere dei problemi. Ci restiamo male, ma Winona, nonostante i suoi casini, gli articoli sui giornali, gli sciacalli ha il supporto dei suoi fan, piano piano sparisce, si allontana forse un po’ è allontanata, ma meglio per lei. Meglio, penso io, che finire divorata dal gossip. Ed è forse per questo che negli anni successivi nonostante non abbia mai smesso di fare film, si è ritrovata a fare film inutili.

Winona Ryder, negli anni ’90, era la speranza per il futuro, occhioni grandi, visino minuto incorniciato dalla zazzera, personaggi teneri, che riuscivano a mischiare insieme il semplice e il complesso. Probabilmente se fosse riuscita fare il balzo dal personaggio post adolescente un po’ problematico all’adulta l’avremmo vista presto con in mano qualche oscar, ma non è andata così. Purtroppo.

Oggi Winona è tornata con Stranger Things, capelli lunghi, occhioni, viso un po’ incavato. Interpreta la mamma di un bambino scomparso, che potrebbe essere morto, ma di cui lei perceisce la presenza. In un primo momento la sua interpretazione sembra essere un po’ troppo sopra le righe, con tutta quell’isteria e quei pianti, ma non temete è tutto nel personaggio che se ci fate caso subisce un’evoluzione evidente. Ecco non sappiamo se sarà l’inizio di una nuova era per Winona, un po’ lo speriamo, ma più di tutto speriamo sia una rivincita contro i suoi casini e l’impietosa segregazione in film che non si meritava.

Stranger Things

Come dicevo prima, se ne parlava da qualche settimana, ma con tutta calma, a destare sospetti e speranze però sono stati i tweet di Stephen King:

king

certo se non l’avete ancora visto vi chiedete cosa c’entra King. Ecco voi fate un elenco del mondo musicale, cinematografico, fumettistico e letterario degli anni ’80, buttateci dentro una spruzzata di Russia, ma solo una spruzzatina, un po’ di King e dello Spielberg in abbondanza ed avrete questa serie.

La prima cosa che viene in mente da dire è che sia un omaggio a quel mondo, alla nostra infanzia, ad Et, ai Goonies, a Stand By me, Poltergeist, Alien, giochi di ruolo…ecco detto così senza averlo visto viene voglia di ribaltare il tavolo e gridare all’indecenza, alla vergognosa operazione nostalgia. Poi iniziate a guardare la serie la nostalgia a metà della prima puntata si dissolve e voi vi trovate risucchiati da una storia intrigante, che ripercorre i canovacci dei film anni ’80 e siete combattuti tra seguire la trama come si deve o cercare i riferimenti espliciti (poster, musiche, libri) o meno espliciti (ma la sorellina bionda vuole essere un riferimento a Drew Barrymore vero?).

La storia si svolge in un paesino americano a metà degli anni ’80, quattro ragazzini molto amici, una sera, si salutano  e uno di loro poco dopo scompare. I poliziotti un po’ inesperti e comunque abituati a vivere in un luogo tranquillo faticano a dare un senso alla scomparsa, ma certo l’idea che possa esserci di mezzo una creatura mostruosa non può venire in mente. Quando tutti si convincono che il ragazzino sia morto gli unici a sostenere il contrario sono, la madre, che continua a percepire in vari modi la sua presenza, e i suoi amici, che alle storie fantastiche un po’ fuori dall’ordinario ci credono, sopratutto dopo che nel bosco trovano una ragazzina dall’aspetto bizzarro dotata di poteri.

Questo ovviamente è solo l’inizio della serie, in cui poi troveremo scienziati senza scrupoli, bulletti della scuola, adolescenti problematici contro adolescenti benestanti, mondi nascosti, adulti assenti ma sopratutto i protagonisti quattro ragazzini, che come accadeva nelle pellicole degli anni ’80 sono quello che noi oggi chiamiamo nerd, quelli smutandati, picchiati e vessati ma che dalla loro hanno il vero senso dell’amicizia.

 

 

 

IMG: wikipedia

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