Louisa (o di come imparai ad amare la lettura): I Ragazzi della via Pal

Ripartiamo, ad estate quasi finita, con il  terzo libro che entra di diritto tra quelli che mi hanno fatto amare la lettura.
I ragazzi della via Pal lo ricordo in copertina rigida nella libreria dei miei nonni, una copertina attraente ma un libro decisamente troppo grande e “troppo scritto” per i miei 5 anni, prima e per chi detesta la lettura, poi. La prima volta, appunto attorno ai 5 anni, aprofittando dell’influenza ricordo che ammorbai tanto mia nonna da costringerla a leggermelo…va da se che non avendo la lunghezza di una fiaba non credo ne arrivammo mai alla fine eppure bastarono pochi capitoli per farmi innamorare follemente di Boka.
Ritrovandolo, anni dopo, in versione tascabile nella biblioteca della scuola  non ho potuto fare a meno di leggerlo per intero, innamorarmi di nuovo di Boka, sentire il rumore delle strade dove si aggirava il venditore ambulante, percepire l’inquietudine dei ragazzi in attesa della campanella, la loro voglia di  costruire  fortini in una segheria o andare coraggiosamente in avanscoperta presso l’orto botanico.
Scritto da Ferenc Molnar agli inizi del ‘900, è ambientato a Budapest nel 1889, qui troviamo un gruppo di ragazzini divisi in due bande. I ragazzi della via Pal, appunto, guidati da Boka, pacato e saggio, che hanno il quartier generale all’interno di un terreno adibito a segheria e Le Camicie Rosse, capitanate dal temibile Franco Ats, che controllano la zona dell’orto botanico.
 La situazione di stallo tra le due bande viene meno quando la bandiera dei ragazzi viene sottratta dal fortino della segheria, la colpa come ogni volta ricade sul dolcissimo e vessatissimo, eterno soldato semplice, Nemecsek. Partiti in spedizione presso l’orto botanico per riconquistare il simbolo perduto ecco venir fuori storie di conflitti interni in entrambi gruppi e un vile tradimento, mentre sarà proprio il soldatino Nemecsek a dimostrare coraggio e dignità. Saranno  queste doti a portare colui che Molnar descrive come un gracile e timido biondino sul letto di morte per una polmonite trascurata a favore dei suoi doveri di soldato.
 Nato come un testo in cui venivano evidenziate le difficoltà dei ragazzi di trovare un loro spazio all’interno della città, si dice che I ragazzi della via Pal  abbia dato anche una visione anti bellica. E’ vero che il piccolo Nemecsek muore da eroe combattendo contro le camice rosse, ma il finale del libro vede Boka in lacrime oltre che per la morte dell’amico anche per il sacrificio inutile, il terreno su cui era stato costruito il fortino è stato appena venduto per la costruzione di nuovi palazzi.
Insomma, I ragazzi della via Pal alla fine mi ha sempre lasciato col cuore spezzato, e nel caso, come me, vogliate rischiare di trovarvi in lacrime in mezzo alla folla qui trovate la versione audiolibro.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...