Gilmore Girls: A year in the life

Da Venerdi 27 novembre, dopo mesi dalla reunion, possiamo vedere su Netflix Una Mamma per Amica: di nuovo insieme, a quanto pare l’attesa dei fan sembrava incontenibile.

Io sono grande fan di questa serie, eppure sentir parlare di grande attesa mi ha stupita.

Questa serie, iniziata alla fine degli anni 90 ed andata in onda fino al 2007, ha fatto parte di quel periodo di transizione in cui le serie tv si chiamavano ancora un po’ telefilm, le guardavi all’ora in cui venivano trasmesse e spesso avevi visto mille repliche di una puntata ma ti mancava un episodio in mezzo.

Che io ricordi, le prime stagioni di Una mamma per amica arrivarono in italia, nello specifio su canale 5, quando a farla da padrone erano Sex and the city e Ally McBeal, queste ultime erano collocate ad ora tarda e stessa sorte era toccata alle ragazze Gilmore, le quali furono destinate a svariati giri del palinsesto per capire bene a quale fascia i pubblico appartenessero.

Di certo non erano della stessa schiera delle Carrie  o delle  Ally di cui sopra. Se ci pensiamo un pochino sembra quasi impossibile che in un tempo in cui a conquistare il pubblico erano le donne in carriera modaiole, con problemi relazionali, un po’ schiave del sesso e dell’analista potesse avere qualche speranza la storia di una ragazza madre, single, alla ricerca dell’amore romantico, costretta ad accettare il supporto economico dei genitori ricchi da cui era fuggita, tutto questo ambientato in un paesino fittizio pieno zeppo di personaggi a dir poco strambi. Eppure alla fine degli anni ’90 fu proprio questo a fare presa, a me venne consigliato perchè la scelta di stare sopra le righe permetteva scene come quella del prete e del rabbino che si davano il cambio per usare la stessa stanza come luogo di culto, perchè c’erano costanti riferimenti agli anni ’80 o a personaggi popolari.

Parlando di queste nuove 4 puntate, possibilmente senza spoilerare troppo, vorrei soffermarmi non tanto sulla storia o sugli attori quanto sugli autori.

Amy Sherman – Palladino e Daniel Palladino, creatori e produttori della serie, nel 2006 non trovarono un accordo per il rinnovo del contratto (in pratica immagino non ci fosse un accordo economico) lasciarono la produzione della serie che  durò ancora una stagione. Io da fan ammetto che non presi bene il cambiamento.

Oggi, 10 anni dopo, hanno potuto finalmente chiudere il cerchio.

Lo so che molti affezionati dopo le 4 parole finali dell’ultima puntata vorrebbero vedere il seguito, io sono fiduciosa e spero non accadrà.

Sia chiaro non lo dico con cattiveria o per qualche delusione, anzi. Però credo che i Palladino avessero in mente una storia che è arrivata al suo termine. A differenza di altri autori, mi viene in mente la brava quanto prolifica Shonda Rhymes, non hanno creato delle storie a rotazione infilandoci dei protagonisti nuovi, ma hanno portato avanti quei personaggi alternando nuovi e vecchi elementi, ma cercando di dare ad ognuno un degno finale.

Tutto questo per dire che, al di la dei guadagni perchè senza che arrivi lo splendido di turno a ricordarlo lo sappiamo benissimo che tutto si fa alla luce del guadagno, Amy e Daniel abbiano dimostrato di avere a cuore la storia, i protagonisti e non meno gli attori tanto quanto i fan.

Una mamma per amica: di nuovo insieme, si svolge 10 anni dopo, sono 4 puntate da 90 minuti l’una, all’interno di ogni puntata si sviluppano storie che in passato sarebbero durate la classica stagione. I protagonisti principali sono chiaramente le tre signore Gilmore e Luke, attorno a loro trovano spazio tutti i personaggi che abbiamo incontrato in questi anni. Come in passato una delle libertà più grandi degli autori è quella di cirondare i protagonisti di personaggi sopra le righe permettendo così allo stesso attore di interpretare due parti diverse o rispolverare personaggi la cui presenza sarebbe anagraficamente impossibile. Così come inserire alcuni “ospiti di riguardo” (io ne ho contati un paio per Lauren Graham e un paio per la Palladino). Oppure fare riferimento a personaggi o fatti di attualità: Brexit, il nuovo batman di Ben Affleck, Lena Dunham.

Come abbiamo visto durante la reunion, la partecipazione degli attori storici è stata piuttosto ricca, molti nel frattempo sono diventati famosi, è evidente che la sceneggiatura avrebbe trovato modo di  farne a meno eppure, a quanto pare, tutti hanno aderito volentieri e per ogni partecipante è riservata almeno una scena a volte piccola, poche battute un’inquadratura, ma non manca nessuno o quasi. I momenti più commoventi, almeno per me, sono quelli dedicati ad Edward Hermann, interprete di Richard Gilmore e morto nel 2014, la sua presenza nelle 4 puntate è praticamente costante e dimostra un senso di gratitudine e amicizia raro.

Tutto questo per dire che le nuove punatate delle Gilmore, per quanto tentino a volte di dare spazio a tutti, sono belle, sono commoventi, riescono a portare la fantasia e lo strambo nella realtà fondendole insieme senza stridere. E forse se c’è qualcosa che i Palladino ci hanno insegnato è amare quello che si fa e cercare di fottersene un pochino delle regole.

 

 

 

IMG: da Flikr

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