Trilogia Britannica (il film): The Queen – La Regina

Eccomi a parlare infine del film, rimasto per anni in “wishlist”, e poi visto recentemente a traino di libro e serie tv ad argomento inglese.
La scelta di vedere finalmente The Queen è legata solo in parte a The Crown.
E’ vero, terminata la serie tv mi sentivo un pochino orfana dell regina, ma ero rimasta incuriosita da una frase del libro di Agnello Hornby che ben si sposava con la figura di Elisabetta.
Al capitolo 9 de La mia Londra, Agnello Hornby parla della monarchia inglese:
“La Monarchia non aveva grande visibilità, quando arrivai in Inghilterra. Seppi in seguito che in quel periodo i Windsor avevano consapevolmente scelto un profilo defilato […] Gli inglesi accettano che la monarchia esista e debba continuare a esistere. Non si pongono il dilemma se il sistema monarchico vigente […] sia razionale o giusto. Sono convinti che la monarchia funzioni; nutrono un genuino affetto per la Regina, una donna cauta, ligia al dovere e operosa, insomma una brava persona […] E’ meglio lasciare le cose come sono, seguendo ancora una volta la vecchia massima inglese: <<Se una cosa funziona, perchè cambiarla?>> […] il 31 agosto 1997, giorno della morte della principessa Diana. Mi fu annunciata da un’amica professore universitario. […] Tornai a Londra due giorni prima del funerale. I colleghi in ufficio erano stravolti, per la morte della principessa e per il comportamento della famiglia reale. […] Cercavo di capire come mai si fosse arrivati a quella follia, all’isterismo collettivo. Diana era diventata l’icona della nazione, rappresentava tutte le donne d’Inghilterra, donne tradite, innamorate, maltrattate, belle e sole. ( E nevrotiche, manipolative, ignoranti e capricciose). La famiglia Windsor, di contro, era cattiva, dura, insensibile. Tony Blair, da poco primo ministro si era assunto il ruolo di paladino di Diana e di giustiziere di Elisabetta;” 
 
The Queen è un film del 2006 diretto da Stephen Frears e scritto da Peter Morgan (lo stesso di the Crown). Tra gli interpreti Helen Mirren, che con questa parte vinse l’oscar, Michael Sheen, James Cromwell e Alex Jeggins nei panni del Principe Carlo (in the Crown interpreta invece Edoardo VIII).
TRAMA:

Pur con qualche lieve incongruenza la pellicola racconta del periodo di declino della popolarità che ha colpito la monarchia britannica negli anni ’90. Il popolo inglese affascinato, se non addirittura innamorato, di Lady Diana si era schierato dalla sua parte dopo il tradimento di Carlo e anche contro la Corona per la freddezza  con cui avevano gestito il problema.

Diana, che ancora oggi viene ricordata come “la principessa del popolo”, aveva dato dimostrazione di umanità, sia in merito ai suoi problemi personali sia attraverso le sue attività benefiche.

Il 3 Agosto 1997 Diana Spencer si trova in Francia, a cena, col compagno Dodi Al – Fayed, all’uscita del locale la coppia viene letteralmente inseguita da un gruppo di fotografi (fotografi e giornalisti fin dalla sua entrata nella famiglia reale non davano tregua a Diana), l’auto su cui viaggia la coppia prosegue ad alta velocità sotto un tunnel e finisce per schiantarsi contro un pilastro.

La morte della principessa Diana, accolta con disperazione dal popolo inglese, sembra lasciare indifferente la casa reale, il cui primo pensiero è occuparsi dei figli di Carlo in modo da alleviare, per quanto possibile, la prematura perdita di una madre presente ed affettuosa. Per il resto Elisabetta sembra non ritenere importante fare alcuna dichiarazione nè alcun gesto che possa rendere omaggio alla defunta.

Tony Blair da poco diventato primo ministro si trova a dover gestire in qualche modo il malcontento: da un lato il popolo distrutto per la perdita dell’amata e sfortunata principessa e contrariato dalla freddezza della regina, dall’altro i suoi sostenitori antimonarchici che trovano in questo comportamento della corona una conferma del proprio disprezzo, dall’altro Elisabetta che il primo ministro inizia a conoscere e in qualche modo a capire.

A settembre dello stesso anno, mentre la corona si ostina a non dare peso al malcontento del popolo descritto e fomentato dalla stampa, Blair contatta la regina Elisabetta, in quel momento con la famiglia nella residenza di Balmoral, e richiama la sua attenzione convincendola così ad assumere un atteggiamento meno “spartano” in merito all’accaduto.

Tornata a Buckingam Palace Elisabetta tiene un discorso in diretta tv definendo Diana, tra le altre cose, “un essere umano straordinario”. La bandiera viene posta a mezz’asta ed il funerale che inizialmente doveva essere fatto in forma privata si tiene con funzione pubblica.

Nonostante per alcuni anni la corona non godesse della stima del popolo, grazie all’intervento di Blair in merito alla morte di Diana, Elisabetta capì che i desideri dei sudditi stavano cambiando. La monarchia, che per parecchio tempo, aveva avuto parte della sua forza nel restare  defilata dalla vita pubblica ora doveva imparare a convivere con l’esposizione mediatica.  Sebbene dopo la morte di Diana la stampa avesse fatto circolare voci orrende sulla regina il film di Frears non si presenta come una accusa, ma descrive al meglio ciò che allora rendeva distante la popolazione dalla casa reale.
“Quella donna ha dedicato tutta la sua vita al servizio del suo popolo. 50 anni a fare un lavoro che non aveva scelto. Un lavoro che ha visto uccidere suo padre, che lei ha svolto con onore, dignità e senza sbavature. E ora tutti vogliono il suo sangue! Solo perchè esita a guidare un mondo in lutto per una persona che le ha sempre tirato dietro quello che lei le ha offerto e che si è dedicata a distruggere tutto ciò che aveva di più caro!”
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