Un film al mese

Il film scelto per il mese di gennaio è L’appartamento.

“E’ la storia di un fessacchiotto, che diventa un ruffiano, che diventa un uomo…?”*

L’appartamento è un film del 1960 scritto e diretto da Billy Wilder, ebbe svariate nomination e premi, solo per gli oscar di quell’anno ricevette 10 candidature e  5 vittorie tra cui miglior film e miglior regia.

Gli attori protagonisti erano Jack Lemmon, Shirley MacLaine e Fred Mc Murray, tutti e tre furono candidati.

Il tema principale del film è “The romantic Age”  (forse uno dei miei preferiti)

Trama

C.C.Baxter è un giovane impiegato in una grande compagnia assicurativa, uno dei tanti tra la moltitudine, eppure è al centro degli interessi dei suoi superiori. La sua fama non dipende dalle sue capacità lavorative ma da una chiave, quella del suo appartamento da scapolo che nottetempo  cede a turno ai suoi capi per le loro relazioni extraconiugali.

Miss Kubelik è una giovane ascensorista e Baxter ha una cotta per lei, un giorno trova il coraggio  di invitarla ad uno spettacolo, ma alla fine gli darà buca  trattenuta in un’uscita col suo amante. Solo qualche giorno dopo, per puro caso, Baxter scoprirà che la ragazza ha una relazione col direttore della società,  Mr. Sheldrake,  e che i due si incontrano come molti altri nel suo appartamento.

 Rassegnato a non avere speranze di conquista Baxter si appresta a passare le feste natalizie da solo e  in giro per la città visto che casa sua è costantemente assediata da dirigenti, fedifraghi anche sotto le feste. Tornando a casa alticcio la vigilia di natale però trova Fran Kubelik nel suo letto priva di sensi. Lei dopo aver passato la serata con Sheldrake ed aver capito che la loro relazione non ha futuro ha deciso di togliersi la vita. Baxter spaventato chiede aiuto al vicino di casa, un medico convinto che il giovane abbia una vita amorosa movimentata, questi lo aiuta a salvare la ragazza ma lo accusa di poca serietà.

 Per fare in modo che Miss Kubelik si riprenda senza dover rivelare a tutti il suo tentato suicidio, Baxter e Fran passano il natale insieme finchè il cognato della ragazza preoccupato della scomparsa non la trova prendendo nel frettempo a pugni Baxter.

 I giorni seguenti la vita riprende come al solito, Miss Kubelik si riavvicina a Sheldrake, questi nel frattempo è stato lasciato dalla moglie che ha scoperto le sue molteplici scappatelle, mentre Baxter viene promosso come assistente di Sheldrake stesso.

 Nonostante l’avvicinarsi del capodanno Baxter è completamente assorbito dal suo nuovo impiego ed è rassegnato a non avere speranze con Miss Kubelik. Quando però Sheldrake gli fa capire di avere ancora bisogno dell’appartamento e di non avere intenzioni serie con la ragazza nonostante ora sia un uomo libero, Baxter decide di non sottostare più ai ricatti e rinuncia al suo lavoro.

 Alla festa di capodanno, mentre Baxter a casa impachetta le sue cose per ricominciare una nuova vita, Sheldrake e Miss Kubelik festeggiano, ma quando lei scopre che Baxter ha rinunciato a tutto pur di non dare a Shaldrake la chiave abbandona il suo amante e corre del ragazzo.

L’appartamento è un film che racchiude la giusta dose di amarezza, romanticismo, dolcezza e ilarità.

Wilder ebbe l’idea per questa storia  almeno 10 anni prima, purtroppo, come racconta, negli anni 40 e 50 c’era ancora la censura quindi dovette tenere da parte l’idea per poi proporla nel momento giusto. Anche allora però qualcuno non credeva che la storia di mariti fedifraghi potesse avere un senso, mentre Wilder riteneva fosse più vicina alla realtà di quanto si credesse.

“L’idea del film mi venne dopo aver visto Breve Incontro […] Il film raccontava la storia di un uomo che ha una relazione con una donna sposata, e va periodicamente a trovarla a Londra. I due si incontrano nell’appartamento di un amico di lui. Quando lo vidi pensai: <<Che tipo di uomo è quello che si infila nel letto ancora caldo dei due amanti? Ecco un personaggio interessante…>> “*

Così nasce l’idea per questo film, segnata su un taccuino con la consapevolezza che i tempi non erano maturi e rispolverata anni dopo.

Attorno al personaggio di Jack Lemmon, un ingenuo completamente in buona fede, viene costruito tutto il resto.  Il potere delle grandi aziende che annichiliscono gli impiegati, si pensi alle inquadrature dei dipendenti che battono a macchina in una stanza enorme, completamente indistinguibili l’uno dall’altro. Dirigenti che si nascondono dietro a continue riunioni di lavoro per portare avanti molteplici relazioni coniugali. Al centro  un ragazzo e una ragazza, simbolo della normalità forse a tratti della mediocrità di cui però Wilder non da mai una connotazione negativa. Entrambi ambiscono, sognano qualcosa di più, un uomo tutto d’un pezzo lei, un impiego dirigenziale lui ma non con la voracità o con l’astuzia simpatica delle commedie che vedremo negli anni ’80, piuttosto come un tentativo bonario di trovare la loro fetta di felicità in un paese che la promette.

Attorno ai tre protagonisti Baxter, Kubelik e Sheldrake si intravedono dei comprimari, figure defilate, spalle a cui vengono dedicate poche inquadrature, qualche battuta, ma tra loro c’è il perno attorno a cui svolta tutta la storia. Cameron Crowe intervistando Wilder, definisce questa figura, quella del dottore (interpretato da Jack Kruschen), con un termine Yiddish, il mensch, la brava persona, riferendosi per altro ad un dialogo presente nel film in originale.

In questo film si intravede tutto quello che rendeva grande il cinema, un’idea di base da cui partire che rimane ferma e attorno la storia che cresce di particolari e sfumature, magari passando settimane ad arrovellarsi per scrivere il giusto snodo della vicenda e poi ampliarla pensando e creando le scene una dopo l’altra, dove i dettagli  a volte venivano fuori da una semplice frase di una truccatrice. Ma poi è anche vero che dietro tutto questo c’era pur sempre Wilder.

“[…] Ma ci fu ugualmente qualcuno che ci rinfacciò di aver raccontato una storiella sconcia e inverosimile. Non era verosimile? Lo era eccome! Avrebbe potuto accadere in qualunque parte del mondo, salvo a Mosca. E sa perchè?Perchè a Mosca il protagonista avrebbe dovuto mettersi d’accordo con le altre sei famiglie stipate nello stesso appartamento. […]”*

* i virgolettati sono estratti del libro Conversazioni con Billy Wilder di Cameron Crowe [ed. Adelphi]

 

*Filmato musiche da canale youtube

*Filmato scena film da canale youtube

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