Oscar_2017: La battaglia di Hacksaw Ridge

Alcool, divorzi, accuse di maltrattamenti e razzismo, accuse di antisemitismo, un condensato di quello a cui, negli ultimi anni, pensiamo parlando di Mel Gibson, ci sono stati giorno però in cui avremmo detto Mad Max, Arma Letale, l’uomo senza volto, Bravehart. Quindi proviamo un attimo a fermarci a metà pensando solo al film e agli oscar. Un film che parla di guerra e pacifismo, basato sulla vera storia di Desmond Doss.

La battaglia di Hacksaw Ridge è il nuovo film da regista di Mel Gibson, tra gli interpreti troviamo Andrew Garfield (Desmond T. Doss), Vince Vaughn (Sergente Howell), Sam Worthington (Capitano Glover), Theresa Palmer (Dorothy Schutte).

Agli Oscar 2017 Hacksaw Ridge, titolo originale, ha 6 candidature:

  • Miglior film
  • Miglior Regia (Mel Gibson)
  • Miglior attore protagonista (Andrew Garfield)
  • Miglior montaggio
  • Miglio sonoro
  • Miglior montaggio sonoro

Trama:

Desmond Doss, cresciuto con un padre alcolizzato e violento, trova conforto nella fede della chiesa avventista del settimo giorno, ne segue strettamente i principi e rifiuta quindi l’uso delle armi e la violenza. Innamoratosi di Dorothy Schutte, un’infermiera, decide di imparare quanto possibile di medicina e si arruola come volontario e obiettore di coscienza per unirsi all’esercito americano durante la seconda guerra mondiale. Durante l’addestramento superiori e compagni tenteranno di dissuaderlo con ogni metodo, dalla violenza all’arresto per insubordinazione. Superate queste dure prove, portandosi dietro la nomea di codardo, viene inviato con la sua squadra ad Okinawa dove gli Americani stanno combattendo contro i giapponesi e sono in stallo. Numerosi plotoni sono già stati abbattuti da i continui attacchi del nemico, Doss e il suo gruppo ci riprovano, e sembrano farcela quando i giapponesi contrattaccano fino a decimare il gruppo. Gli americani sono in fuga e con loro anche Desmond, ma prima di lasciare il costone in cui si combatte il giovane medico perde un compagno, la sua fede per un momento sembra vacillare finchè non sente grida di aiuto. Mentre il resto del gruppo si è ritirato lasciando sul campo cento dispersi Doss è lassù, solo, e, uno dopo l’altro, porta in salvo e cala dall’alto i compagni feriti. Tornato in patria Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell’esercito americano riceverà la medaglia d’onore.

Il film di Gibson non è malaccio, nulla di paragonabile alle scene epiche di un Bravehart, ma il suo lo fa. Lo fa nonostante gli attori che, non me ne vogliate, non brillano certo per eccellenza. Andrew Garfield, parte con lo svantaggio di non essere uno dei miei attori preferiti, in generale la sua fisicità non mi dice assoluamente nulla e io lo percepisco con unaa eterna faccia da babbeo. Vince Vaughn interpreta  eternamente se stesso, il burbero che anche nei momenti in cui dovrebbe essere uno stronzo lo vedi che sotto sotto non farebbe male ad una mosca. In tutto questo le scene di guerra sono belle, anche se forse Gibson dovrebbe un po’ perdere sta mania di farci vedere proprio ogni giro di budella presenti in un corpo umano, però anche l’orrore ha un senso. Ecco forse le scene esageratamente sanguinose sono plausibili nel contesto che vuole raccontare, meno in un film che fuori dal campo di battaglia lascia un’impronta leggera. Le lodi però le voglio fare alla scelta di non calcare la mano sulla parte religiosa. Il protagonista fa quello che fa guidato dal suo fervore che però nel film si sceglie di mostrare tenendolo comunque defilato, Desmond è arso dalla fede però è anche un uomo con dei principi, da qualsiasi parte provengano, e su i suoi principi si basa la pellicola senza insistere troppo sull’origine.

 

 

IMG: Vimeo

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