Un film al mese

Il film che ho scelto per il mese di marzo è Come sposare una figlia (The Reluctant Debutante)

Nonostante mi fossi ripromessa di cambiare genere, lasciare da  parte, per un po’, i film romantici anche questo mese ci sono caduta. Forse non si può dire un capolavoro, ad esempio il Mereghetti gli da due sole stelle e lo definisce se non sbaglio “un film frivolo sulla frivolezza” però a me piace, lo trovo rilassante, abbastanza divertente e mi ricorda i tardi pomeriggi invernali sul divano con le nonne.

Uscito nel 1958, Come sposare una figlia vanta la regia di Vincente Minnelli  oltre ad un notevole gruppo di attori tra cui Rex Harrison, Sandra Dee, Angela Lansbury, Kay Kendall e John Saxon. A parte un paio i nomi diranno poco ma basta dare un’occhiata alle foto per trovare facce conosciute.

 

Trama:

Jimmy Broadbent, un sofisticato uomo d’affari inglese, e la moglie Sheila si preparano ad accogliere in inghilterra Jane,  la diciasettenne figlia di Jimmy avuta in prime nozze con un’americana.

Mentre il padre sembra non nutrire molte speranze nell’arrivo della figlia Sheila vive con agitazione il suo debutto come matrigna.

Jane si rivela molto più carina e sveglia di quanto Jimmy pensasse e molto più simpatica e gentile di quanto immaginasse Sheila. Quest’ultima per stabilire un rapporto con la ragazza e  pungolata da una costante rivalità con la cugina Mabel, fa in modo che Jane inizi a partecipare a tutti i balli delle sue coetanee per poi poterle organizzare a sua volta il debutto in società.

Durante una di queste feste, in cui generalmente si annoia, Jane conosce David Parkson, un giovane batterista americano non  amato dalle madri britanniche a causa di un fatto poco chiaro avvenuto durante un party. Dopo una serie di equivoci nati sopratutto dalla rivalità tra Sheila e Mabel non potrà che finire tutto per il meglio.

Come dice Mereghetti questo è un film sulla frivolezza britannica, gli inglesi vengono rappresentati come degli altezzosi festaioli che sacrificano nottate di sonno per garantire alle loro figlie il miglior partito, ma se Jimmy nonostante sia talmente prevenuto da temere che gli arrivi in casa una figlia americana bruttina e stupidotta, si rivela anche sagace e divertente, il giovanotto inglese medio è l’incarnazione della noia, che ha la sua massima espressione nel terribile e narcotico David Fenner. Per contro la società americana viene riscattata da Jane e David Parkson meno rigidi e con idee più disinibite senza per forza sfigurare nell’alta società inglese se non a causa di improbabili pettegolezzi. Ovviamente in tutto questo la favola non poteva concludersi con la  storia d’amore con uno squattrinato batterista e Parkson alla fine del film porta con se una dote di tutto rispetto.

 

Spesso, come in questo caso, riguardando dopo anni un film che ricordo dall’infanzia finisco per indagare sulla vita dei protagonisti, mi chiedo se e dove li ho visti in seguito, a volte succede che non ci sia un seguito, per carriere finite o storie tragiche che svaniscono col tempo.

Nel cast di questo film quelli a cui è andata meglio sono senza dubbio l’inossidabile Angela Lansbury che tendiamo a ricordare come la signora in giallo ma che tra cinema e teatro ha fatto la storia e Rex Harrison, un figo pazzesco con una carriera di tutto rispetto che culmina con titoli come My fair Lady e Cleopatra.

John Saxon forse non verrà ricordato per film dello stesso livello, ma la sua carriera lo ha portato a recitare in svariati ruoli al cinema e in televisione, dai polizieschi anni ’70 a gli spaghetti western fino a serie tv più recenti.

Decisamente meno bene è andata alle due protagoniste femminili: Sandra Dee aveva iniziato giovanissima a recitare e negli anni ’50 e ’60 era diventata la tipica America’s sweetheart, la fidanzatina d’america, tanto che una delle canzoni di Grease recitava “look at me, i’m Sandra Dee” come sinonimo di adorabile ragazza, carina ma destinata ad una eterna verginità. E purtroppo la Dee non riuscì più a liberarsi del personaggio di ragazzina della porta accanto e la sua carriera si interruppe negli anni ’70. In seguito in alcune apparizioni televisive racconta dei numerosi problemi di salute legati ad acolismo ed anoressia nervosa. E’ morta a 62 anni, nel 2005, per complicazioni renali.

Dal canto suo non è andata meglio alla povera Kay Kendall che ai tempi del film era sposata con Harrison e morirà l’anno dopo, nel 1959 a soli 33 anni di leucemia.

 

iMG: Wikipedia

Annunci

Un pensiero su “Un film al mese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...